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Corteo Askatasuna, l'informativa alla Camera di Piantedosi: l’opposizione attacca la maggioranza

torino piantedosi

Opposizione contro Piantedosi: sicurezza usata a fini politici e tutela dei manifestanti in bilico. I dettagli dall’informativa alla Camera.

A Torino, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha illustrato alla Camera i dettagli sugli scontri avvenuti durante la manifestazione pro Askatasuna, sottolineando il ruolo delle forze dell’ordine e la strategia dietro la violenza dei manifestanti.

Piantedosi e l’informativa alla Camera: solidarietà agli agenti e impegno per l’ordine pubblico

Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, ha aperto la sua informativa alla Camera esprimendo “a nome mio e di tutto il governo, la solidarietà agli agenti rimasti feriti negli scontri di sabato scorso a Torino” e, attraverso loro, a tutte le forze di polizia impegnate nella tutela dell’ordine pubblico.

L’Aula ha accolto le sue parole con un applauso bipartisan e in piedi.

Piantedosi ha sottolineato il “grande lavoro svolto” che ha evitato danni più gravi e ha ridotto il numero di aggressori violenti, evidenziando come l’intervento delle forze dell’ordine — circa 1.000 unità dei reparti di rinforzo e controlli mirati su stazioni ferroviarie, aeroporti e valichi di frontiera — abbia impedito penetramenti e devastazioni nel centro storico e l’occupazione delle stazioni cittadine. Grazie a queste misure, sono stati identificati circa 800 individui, emessi 30 fogli di via, 10 avvisi orali e 7 divieti di accesso alle aree urbane, insieme al sequestro di materiali potenzialmente pericolosi.

Il ministro ha ricordato come la crescente frequenza di manifestazioni non possa giustificare attacchi agli agenti o devastazioni delle città: “Azioni queste che sicuramente vanno punite con sanzioni e strumenti efficaci“.

Agenti picchiati a Torino: analisi della strategia antagonista e allerta politica

Piantedosi ha evidenziato che dietro i disordini si cela “una strategia che mira a innalzare il livello dello scontro con le istituzioni” e a unire le diverse anime dell’anarco-antagonismo. Il ministro ha richiamato il precedente sgombero del centro sociale Askatasuna, occupato abusivamente per 30 anni, definendolo una “resa dei conti con lo Stato democratico“.

La manifestazione del 31 gennaio era stata preparata da un’assemblea nazionale con la partecipazione di circa 750 persone, fra attivisti di movimenti ambientalisti, sindacalismo di base e altre componenti dell’antagonismo, in cui si parlava di uno “spartiacque, come una guerra di liberazione nazionale“. Piantedosi ha inoltre ammonito: “Chi sfila con questi delinquenti offre loro prospettiva di impunità“, richiamando il Parlamento alla responsabilità di condannare senza ambiguità le azioni eversive, evitando di legittimare la violenza.

Ha concluso auspicando una convergenza politica per sostenere le forze di polizia e implementare ulteriori misure di tutela, evidenziando come l’innalzamento dello scontro richiami, in alcune dinamiche, “dinamiche squadristiche e terroristiche che hanno caratterizzato alcune fasi del nostro passato“.

L’opposizione critica l’informativa di Piantedosi e denuncia strumentalizzazioni politiche

Nel dibattito in Aula dopo l’informativa del ministro Matteo Piantedosi sugli scontri di Torino, i gruppi di opposizione hanno espresso dure critiche, sottolineando come il discorso del Viminale sia stato più una strumentalizzazione politica che un’informativa sui fatti. I capigruppo al Senato Francesco Boccia (Pd), Stefano Patuanelli (M5s), Peppe De Cristofaro (Avs) e Raffaella Paita (Iv) hanno affermato che “questa destra strumentalizza quanto avvenuto a Torino per avallare scorciatoie autoritarie sulla sicurezza, ma salva dalle loro responsabilità Musumeci e Schifani” in merito alle emergenze in Sicilia, Sardegna e Calabria.

Il deputato Pd Matteo Mauri ha aggiunto: “Il tema non è essere dalla parte delle divise ma con le donne e gli uomini che vestono quelle divise… il contrario di quello che fate voi quando non date le risorse necessarie e quando li sfruttate per la vostra propaganda”. Mauri ha espresso solidarietà agli agenti, ma ha sottolineato come il governo descriva “20mila persone come criminali”, ignorando chi manifesta pacificamente, e ha ribadito la difesa del diritto dei cittadini di esprimere le proprie idee.

Anche Michela Di Biase (Pd) ha definito il discorso di Piantedosi “una strumentalizzazione politica di episodi gravissimi” finalizzata a giustificare misure liberticide come il fermo preventivo, aggiungendo che “le parole del ministro sono preoccupanti perché alimentano un clima di odio nel Paese e finiscono per mettere a rischio, in prima istanza, proprio le forze dell’ordine”.

Al termine degli interventi, gli applausi sono arrivati solo dai banchi della maggioranza, sottolineando la distanza tra governo e opposizione sulla gestione del tema sicurezza.