È stato trovato senza vita nella sua cella, nel carcere di Reggio Emilia, poco dopo le 20 di ieri sera. Mena Istafanous, 26 anni, era detenuto dopo l’aggressione avvenuta domenica 27 settembre in un distributore di benzina della città, dove tre persone erano rimaste ferite. Il giovane, secondo quanto riferito dalle autorità, si sarebbe tolto la vita impiccandosi.
Istafanous era stato arrestato circa un’ora dopo i fatti ed era stato sottoposto a custodia cautelare in carcere. Il gip aveva convalidato l’arresto dopo l’udienza del 30 settembre, durante la quale il 26enne si era avvalso della facoltà di non rispondere. Era accusato di tentato omicidio aggravato.
L’aggressione al distributore e l’arresto
La violenta aggressione si era verificata al distributore Ego di via Martiri di Cervarolo. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il giovane avrebbe prima aggredito con un cacciavite una donna di 66 anni, colpendola mentre si trovava nell’area di servizio. Successivamente sarebbe salito sulla propria automobile e avrebbe investito alcune delle persone intervenute per soccorrere la donna e fermarlo.
In totale erano rimaste ferite tre persone: la 66enne aggredita inizialmente, una ragazza di 24 anni e un uomo di 49 anni. Tutti erano stati trasportati all’Arcispedale Santa Maria Nuova. Le loro condizioni, pur serie, non erano state giudicate tali da metterne in pericolo la vita.
Dopo la convalida dell’arresto, il giovane era rimasto in carcere. Il suo difensore aveva parlato di una situazione di disagio psichico e aveva riferito che Istafanous era sottoposto a cure.
Il ritrovamento in cella e gli accertamenti
Istafanous risultava infatti seguito dal Centro di salute mentale di Reggio Emilia e aveva recentemente iniziato un percorso di cura. Gli investigatori, nelle prime fasi dell’indagine sull’aggressione, avevano inoltre escluso elementi riconducibili a una matrice di fondamentalismo religioso, concentrando gli accertamenti anche sulle sue condizioni psichiche. Il suo corpo è stato trovato nella cella venerdì sera, poco dopo le 20. Sulla morte saranno ora effettuati gli accertamenti necessari per ricostruire con precisione quanto accaduto.
Il Garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri ha sottolineato che si tratta del secondo suicidio avvenuto quest’anno in Emilia-Romagna che riguarda una persona con patologia psichiatrica. Secondo i dati citati dal Garante, nel 2026 nelle carceri della regione si sono verificati anche altri quattro suicidi e altre quattro morti ancora da verificare.
