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Aids: microbiologi Amcli, 'rimontare gap inflitto da Covid a lotta contro Hiv'

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Milano, 30 nov. (Adnkronos Salute) - "Non possiamo permetterci di sprecare il vantaggio che abbiamo guadagnato sul virus" dell'Aids "attraverso anni di lavoro incessante: è necessario rimontare il gap che la pandemia di Covid-19 ci ha inflitto, e puntare al ripristino dell...

Milano, 30 nov.

(Adnkronos Salute) – "Non possiamo permetterci di sprecare il vantaggio che abbiamo guadagnato sul virus" dell'Aids "attraverso anni di lavoro incessante: è necessario rimontare il gap che la pandemia di Covid-19 ci ha inflitto, e puntare al ripristino della consapevolezza del rischio e alla promozione della fiducia nelle strutture sanitarie che nonostante il gravame di Covid hanno portato avanti con continuità l'impegno nella lotta all'Hiv/Aids". E' il monito di Pierangelo Clerici, presidente dell'Associazoone microbiologi clinici italiani (Amcli), alla vigilia della Giornata mondiale contro l'Aids.

"L'impegno della comunità dei microbiologi clinici italiani è costante nel contrasto alla diffusione dell'Hiv. La scienza ci ha fornito ottimi strumenti, clinici, terapeutici e di laboratorio, per la gestione dell'Hiv/Aids", aggiunge il direttore dell'Unità operativa di Microbiologia dell'Asst Ovest Milanese.  

In occasione del World Aids Day del primo dicembre, l'Amcli lancia tre "messaggi fondamentali". Il primo è che "l'Hiv esiste e il contagio si può prevenire". I microbiologi clinici esortano "a mantenere alta la guardia e ad adottare tutte le misure disponibili per impedire il contagio.

Oggi la gamma delle misure di prevenzione si è ampliata, includendo, oltre ai mezzi di protezione per il sesso sicuro, anche l'assunzione controllata di farmaci che bloccano l'attecchimento del virus fin dalle prime fasi". Il secondo messaggio è "non avere remore a fare il test, perché oggi più che mai è possibile curarsi". Per questo occorre "utilizzare tutti i canali disponibili per raggiungere la consapevolezza del proprio stato di infezione – ribadiscono gli esperti – perché questo è il primo passo per potersi sottoporre alle cure che oggi come mai prima, sono sicure ed efficaci".

Infine, "il terzo messaggio si basa sull'ormai assodata evidenza che l'infezione da Hiv, curata in maniera adeguata, determina la cessazione della contagiosità, concetto riassunto nel ben noto slogan U=U: undetectable (non rilevabile) = untransmittable (non trasmissibile). Infatti – rimarca l'Amcli – la terapia antiretrovirale ben gestita, pur non determinando l'eliminazione del virus dai reservoir nei quali è annidato, ne arresta la replicazione. La condizione di carica virale non rilevabile corrisponde all'arresto della contagiosità attraverso i rapporti sessuali".

In una nota i microbiologi clinici puntano l'accento su alcuni dati internazionali e italiani. "Nel contesto di un trend decennale in continuo declino del numero delle nuove infezioni – evidenziano – secondo i dati del Programma delle Nazioni Unite per l'Hiv e l'Aids (Unaids), la flessione tra il 2020 e il 2022 è stata solo del 3,6%: la più bassa dal 2016. Il fenomeno è direttamente connesso al calo delle risorse globali disponibili, soprattutto nei Paesi più poveri. A questo calo delle risorse ha sensibilmente contribuito la pandemia di Covid-19, che ha ancora di più acuito il divario fra Paesi ricchi e paesi poveri, causando un rallentamento nei progressi contro l'Aids". Da qui il tema scelto da Unaids per la Giornata mondiale 2022, ossia "equalize, promuovere l'uguaglianza".

Quanto all'Italia, "secondo l'ultimo aggiornamento dei dati di sorveglianza pubblicato dall'Istituto superiore di sanità" nei giorni scorsi, rammenta l'Amcli, "nel 2021 le nuove diagnosi di infezione da Hiv sono state 1.770, pari a 3 nuovi casi per 100mila residenti, incidenza inferiore a quella della media europea (4,3 nuovi casi per 100mila). Dal 2018 si osserva una evidente diminuzione dei casi per tutte le modalità di trasmissione", ma "purtroppo è ancora alta (63%) la percentuale delle persone che scoprono l'infezione quando questa è in fase avanzata. Anche per il nostro Paese sicuramente l'emergenza Covid ha influito sull'andamento epidemiologico dell'infezione da Hiv/Aids", precisano gli esperti invitando appunto ad agire per "non sprecare il vantaggio guadagnato sul virus".