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Allerta maltempo, il ciclone “Harry Bis” minaccia il Paese: le regioni a rischio

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Allerta maltempo: con il ciclone “Harry Bis” tornano venti violenti, piogge torrenziali e mareggiate. Le regioni sono di nuovo sotto pressione.

L’Italia è di nuovo in allerta per il maltempo: il nuovo ciclone “Harry Bis” porterà venti di burrasca, piogge intense e mareggiate, con onde che in mare aperto potranno raggiungere i 7-9 metri. I terreni già saturi dalle recenti precipitazioni aumentano il rischio di allagamenti e frane, rendendo l’emergenza ancora più grave.

Ciclone di San Valentino: tregua temporanea al Nord, poi nuove precipitazioni

Al Nord la situazione appare più tranquilla, fatta eccezione per la Valle d’Aosta, ancora interessata da nevicate intense e rischio valanghe. Venerdì 13 febbraio è prevista una temporanea tregua con cielo più sereno, ma i mari rimarranno mossi o agitati. Il fine settimana, invece, porterà un nuovo peggioramento con l’arrivo del Ciclone di San Valentino, caratterizzato da pressione fino a 985 hPa, piogge diffuse e un brusco calo delle temperature. La neve tornerà su Alpi, Prealpi e Appennino Settentrionale fino a 700-900 metri.

La settimana si chiuderà con miglioramenti al Nord e in Toscana, mentre Sud e Adriatico continueranno a convivere con instabilità e precipitazioni.

Allerta maltempo Italia, dopo il ciclone Harry arriva Harry bis: le regioni a rischio

A soli ventuno giorni dall’ondata di maltempo del 20-21 gennaio 2026, il Sud Italia si prepara a un nuovo colpo della natura. La tempesta denominata “Harry Bis” minaccia Sardegna, Sicilia e Calabria con venti di burrasca, raffiche locali e mareggiate intense. Le onde in mare aperto, soprattutto sul Basso Tirreno, potranno raggiungere i 7-9 metri, con le coste occidentali maggiormente esposte a Maestrale e Ponente, mentre le aree ioniche subiranno impatti minori.

Lazio, Campania, Calabria e Sicilia dovranno affrontare piogge abbondanti: terreni già saturi dalle precipitazioni eccezionali di gennaio aumentano il rischio di frane e allagamenti, con cumulati che superano di oltre il 193% la media storica 2009-2025, come evidenziato dall’Anbi.