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AP1000 cento volte più sicuro

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Il complesso dei reattori americani è due volte più sicuro rispetto ai requisiti minimi previsti dalle normative USA, e l’AP1000 lo è anche 100 volte di più.

Ne è convinto Aris Candris, CEO della Westinghouse, la società che ha progettato e costruisce il nuovo modello di reattore nucleare, ne commentare le parole di Barack Obama riguardo il ritorno del paese a stelle e strisce a costruire nuove centrali.

E’ dal 1996 che nessun nuovo reattore entra in funzione e viene agganciato alla rete elettrica ed in queste settimane l’ondata di calore che ha colpito la metà orientale degli Stati Uniti – con temperature che hanno raggiunto e superato i 40 gradi – sta mettendo a dura prova le società di distribuzione di corrente, a fronte di un aumento della domanda di circa il 10 per cento. Questo ha spinto molti a richiedere un ritorno a piani di espansione del settore del nucleare civile, tanto che anche il Presidente Obama si è speso a favore di stanziamenti per il nucleare.

Sarà la Cina il primo paese a mettere alla prova la sicurezza che Candris dimostra nelle capacità della ‘creatura’ della sua azienda: l’entrata in funzione del primo AP1000, nel paese orientale, è prevista tra due anni. A ruota, nel 2016, ci sono altri due reattori di questo modello che dovrebbero diventare operativi a Vogtle, in Georgia.

Lo schema del sistema di sicurezza passivo dell'AP1000 basato su forza di gravità e convezione
L’AP100 basa la sua sicurezza (per saperne di più scarica la presentazione della Westinghouse sui sistemi di sicurezza dell’AP1000) su due forze naturali: la gravità e la convezione.

In caso di emergenza, infatti, un gigantesco contenitore, posto proprio sopra il reattore, rilascerebbe il suo contenuto di acqua – lentamente, in modo da non provocare esplosioni. A contatto con il carburante nucleare, l’acqua si scalda ed evapora, finendo per condensare e, quindi, ricadere. Un ciclo che si dovrebbe ripetere fino a che la temperatura non raggiunge livelli più bassi, di sicurezza, e comunque fino a permettere agli operatori di riprendere il controllo del reattore.

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