> > Attacco al parcheggio Sicily by car in via San Lorenzo: 11 mezzi distrutti

Attacco al parcheggio Sicily by car in via San Lorenzo: 11 mezzi distrutti

Attacco al parcheggio Sicily by car in via San Lorenzo: 11 mezzi distrutti

Un incendio di probabile natura dolosa ha coinvolto 11 veicoli nel parcheggio all'aperto della sede di Sicily by car in via San Lorenzo a Carini, mentre le indagini collegano l'episodio ad altri attacchi subiti dall'azienda dell'imprenditore Tommaso Dragotto.

Nella notte dell’11 giugno 2026 un rogo di chiara origine dolosa ha interessato il parcheggio esterno della sede di Sicily by car in via San Lorenzonel comune di Carini. Sul posto sono intervenute le squadre dei vigili del fuoco per spegnere le fiamme e limitare i danni, mentre le autorità hanno avviato accertamenti per ricostruire la dinamica dell’accaduto.

Le vetture coinvolte nell’incendio sono complessivamente 119 auto e 2 furgoni. Al momento gli investigatori stanno esaminando i rilievi sul posto per determinare con precisione le cause, senza però escludere l’ipotesi di un gesto volontario riconducibile a un tentativo di intimidazione nei confronti dell’azienda e del suo titolare, l’imprenditore Tommaso Dragotto.

Dettagli sull’incendio del 11 giugno 2026 in via San Lorenzo

Le operazioni di spegnimento sono state condotte nelle ore notturne dalle squadre dei vigili del fuocoche hanno lavorato per evitare il propagarsi delle fiamme nel deposito e negli edifici limitrofi. Sul posto sono intervenuti anche gli organi competenti per i rilievi balistici e per l’analisi delle tracce incendiarie: elementi giudicati utili per capire se siano state utilizzate sostanze acceleranti o altre modalità tipiche di un incendio doloso.

L’episodio ha provocato la distruzione parziale o totale dei 11 mezzi parcheggiati all’aperto, fra automobili e furgoni.

Impatto immediato e prime valutazioni

La presenza di una colonna di fumo e il rapido intervento dei soccorsi hanno limitato conseguenze ulteriori, ma rimangono significativi i danni materiali e il rilievo dell’episodio sul piano della sicurezza aziendale. Le autorità stanno repertando ogni elemento per consolidare l’ipotesi investigativa: la raccolta di immagini di videosorveglianza, l’analisi delle tracce sul luogo e le eventuali testimonianze raccolte nelle ore successive.

Altri episodi che interessano l’azienda: spari e incendi precedenti

Questo incendio si inserisce in una serie di episodi che avevano già coinvolto attività legate allo stesso imprenditore a Carini. In particolare, il 21 marzo nello stesso deposito di via San Lorenzo erano stati esplosi diversi colpi di kalashnikov, un atto che aveva destato forte allarme per la pericolosità e la modalità dell’aggressione. Successivamente, il 27 maggio un altro episodio intimidatorio aveva colpito lo spazio espositivo a Villagrazia di Carinidove andarono distrutte circa 20 auto parcheggiate all’interno della struttura inaugurata pochi giorni prima.

Elementi ricorrenti nelle intimidazioni

Secondo quanto emerso nelle indagini sui casi precedenti, in almeno una circostanza le telecamere di sorveglianza avrebbero ripreso tre persone che avrebbero varcato una recinzione e cosparso di benzina il cofano di alcune vetture prima di appiccare il fuoco; il numero 3 è quindi presente nei riscontri investigativi come conteggio degli autori ripresi dalle immagini. In altri episodi si sono riscontrate tracce di combustibili utilizzati come acceleranti, elemento che rafforza l’ipotesi della matrice dolosa.

L’imprenditore coinvolto ha rilasciato dichiarazioni in cui respinge l’ipotesi di pressioni esterne: “Nessuna pressione, siamo pulitissimi”ha affermato, affermando la volontà di collaborare con le autorità per fare piena luce sulla vicenda. Le parole del titolare vengono ora valutate nel contesto delle indagini in corso, mentre l’attenzione degli inquirenti resta concentrata sull’individuazione dei responsabili.

Le autorità locali proseguono gli accertamenti su tutti gli episodi che hanno interessato gli immobili e i parcheggi dell’azienda, cercando di ricostruire eventuali legami fra i diversi attentati e di identificare moventi e modalità operative. I risultati delle analisi forensi e delle immagini registrate potranno chiarire se gli episodi costituiscano una strategia coordinata o una serie di azioni isolate.

Il quadro degli eventi evidenzia una sequenza di azioni criminali con elementi comuni: l’uso di armi da fuoco nel caso del 21 marzol’utilizzo di combustibili e la distruzione di mezzi nel 27 maggio e nel recente incendio dell’11 giugno 2026. Ogni episodio è ora oggetto di verifiche approfondite per stabilire responsabilità e collegamenti, mentre la sicurezza dei depositi resta al centro delle preoccupazioni per operatori e residenti della zona.