> > Attentato Ranucci, bufera dopo l’intercettazione con Carotenuto: i dettagli...

Attentato Ranucci, bufera dopo l’intercettazione con Carotenuto: i dettagli della telefonata

Attentato Ranucci, bufera dopo l’intercettazione con Carotenuto: i dettagli della telefonata

Attentato Ranucci, Il Giornale pubblica l’intercettazione con Carotenuto: la vicenda torna al centro tra verbali in Antimafia e tensioni politiche.

Nuovi elementi riaccendono il caso Ranucci-Lavitola. Al centro dell’attenzione ci sarebbero i verbali dell’audizione in Commissione Antimafia e una telefonata intercettata agli atti dell’inchiesta sull’attentato del 15 ottobre scorso contro il giornalista di Report. Le ricostruzioni pubblicate da Il Giornale aprono un nuovo capitolo della vicenda, tra smentite, accuse incrociate e interrogativi sul possibile intreccio tra inchiesta giornalistica e scenario politico.

Attentato a Ranucci, l’inchiesta sul presunto mandante Lavitola e le polemiche sugli atti della Commissione Antimafia

L’inchiesta legata all’attentato a Sigfrido Ranucci dal presunto mandante Lavitola continua ad alimentare interrogativi e nuove ricostruzioni. Al centro del dibattito c’è il contenuto dell’audizione resa dal giornalista di Report alla Commissione Antimafia, documento inserito negli atti dell’indagine sull’attentato del 15 ottobre scorso.

Nei giorni scorsi Sigfrido Ranucci avrebbe contestato quanto pubblicato da Il Giornale, sostenendo che alcuni passaggi riportati dalla testata non rappresenterebbero correttamente il suo pensiero. “Non ho mai detto che Fazzolari e il Giornale fossero i mandanti del mio attentato”, ha dichiarato il conduttore, aggiungendo che “quanto riportato dagli organi di stampa, che riportano estratti di verbali di seduta secretata alla Commissione Antimafia, non corrisponde al vero”.

Ranucci ha inoltre ribadito di non aver mai ipotizzato una responsabilità politica dietro l’attentato, spiegando di averlo chiarito fin dai primi giorni successivi all’episodio.

La ricostruzione pubblicata da Il Giornale richiama la seduta del 4 novembre 2025 davanti alla Commissione Antimafia. Secondo la versione riportata dalla testata, in quella occasione Ranucci avrebbe descritto presunti tentativi di delegittimazione attraverso articoli e dossier che avrebbero riguardato la sua attività professionale. A sostegno di questa ricostruzione viene citata anche la deposizione resa al pubblico ministero Carlo Villani, nella quale il giornalista avrebbe parlato della volontà di raccontare in un libro la vicenda di “Equalizie”, definendola come una serie di elementi “finalizzati alla delegittimazione della mia persona quale conduttore di Report”.

Attentato Ranucci, nel mirino la telefonata con Carotenuto: nuove tensioni dopo l’intercettazione

Un ulteriore elemento riportato in esclusiva da Il Giornale riguarda una conversazione intercettata tra Ranucci e Dario Carotenuto, esponente del Movimento 5 Stelle. La telefonata, acquisita agli atti del fascicolo della Procura di Roma sull’attentato, sarebbe avvenuta il 24 aprile 2026 e avrebbe avuto come argomento un’attività di approfondimento giornalistico riguardante il deputato di Fratelli d’Italia Gerolamo “Gimmi” Cangiano.

Nel dialogo, secondo quanto pubblicato dalla testata, Carotenuto avrebbe chiesto chiarimenti sulla consistenza delle informazioni raccolte, mentre Ranucci avrebbe replicato invitando a un confronto diretto: “magari noi ci dobbiamo vedere e ti spiego un po’ di cose”. Durante la conversazione il giornalista avrebbe sostenuto che Cangiano non avrebbe fornito una vera smentita, ma avrebbe cercato di comprendere quali elementi fossero in possesso dei giornalisti locali. Sempre secondo la ricostruzione de Il Giornale, Ranucci avrebbe collegato il parlamentare a contesti definiti “inquietanti” e a interessi nel settore delle infrastrutture, con particolare riferimento alla realizzazione di un aeroporto.

La vicenda apre anche un fronte politico sui rapporti tra Ranucci e alcuni esponenti dell’opposizione. Dopo le ricostruzioni de Il Giornale e le dichiarazioni di Carotenuto contro il governo Meloni, diversi esponenti della maggioranza hanno chiesto chiarimenti: Lupi ha parlato di un fatto “grave” se fosse confermato un tentativo di indirizzare l’inchiesta verso una pista politica, mentre Pittalis ha invocato una nuova audizione in Antimafia. Filini ha aggiunto che “il tempo è il miglior antidoto contro bugie e falsità”.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Il Giornale (@ilgiornale.it)

Continua sull'app Le notizie della tua città, in tempo reale.
Apri nell'app