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Aumento delle misure di sicurezza in Russia dopo attacchi letali, l'appello di Putin all'FSB

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Il Cremlino intensifica la retorica sulla sicurezza: rafforzati i controlli, accuse a intelligence ucraina e misure legislative per limitare rischi e dissenso

Negli ultimi mesi la leadership russa ha alzato il tono sul fronte della sicurezza interna, collegando una serie di attacchi mortali e sabotaggi a presunte azioni dei servizi di intelligence ucraini. Il presidente Vladimir Putin ha invitato pubblicamente l’FSB e le forze dell’ordine a innalzare il livello di protezione per una vasta gamma di figure pubbliche e per infrastrutture strategiche.

Le misure richieste riguardano non solo ambienti militari e istituzionali, ma anche settori civili e della società locale: dalle amministrazioni statali fino a operatori dell’istruzione e del sociale, oltre a leader di opinione e volontari che, secondo il Cremlino, sarebbero oggetto di minacce.

Le accuse del Cremlino e la narrativa sulla sicurezza

Alla base dell’appello vi è una rappresentazione di un aumento delle azioni ostili: attacchi con missili e droni contro infrastrutture critiche, esplosioni in aree urbane e l’eliminazione mirata di funzionari. Putin ha sostenuto che, dopo aver fallito nel causare una sconfitta strategica sul campo, Kiev avrebbe intensificato attività di sabotaggio e assassinio con l’appoggio di attori esteri.

Episodi citati e implicazioni

Tra gli episodi citati figurano l’esplosione notturna in una stazione ferroviaria centrale di Mosca che ha causato la morte di un agente di polizia, e un attentatore deceduto in loco che, secondo le autorità, potrebbe essere stato reclutato inconsapevolmente online. Il Cremlino ha inoltre denunciato un presunto piano per colpire due gasdotti nel Mar Nero, suggerendo che tali attacchi mirerebbero a compromettere colloqui di pace mediati da terze parti.

Contesto più ampio: stabilità politica e trasformazioni sociali

Queste preoccupazioni sulla sicurezza nazionale si inseriscono in una cornice di lungo periodo in cui la Russia appare sempre più militarizzata e centralizzata. A quattro anni dall’inizio del conflitto in Ucraina, la società e le istituzioni mostrano trasformazioni profonde: ricentratura del potere, aumento della spesa militare e nuove politiche per integrare i veterani nelle gerarchie civili e politiche.

Il ruolo dei veterani e la ristrutturazione dell’élite

Programmi come Vremja Geroev mirano a collocare combattenti e loro famiglie in ruoli pubblici e formativi; alle elezioni regionali del 2026 migliaia di ex combattenti sono stati candidati e molti eletti, segnalando una strategia sistemica di legittimazione. Parallelamente, lo Stato ha avviato una serie di nazionalizzazioni e favorito la nascita di una nuova élite della difesa che affianca i tradizionali attori economici.

Economia di guerra e controllo interno

L’economia riflette questa scelta di priorità: la spesa per la difesa ha raggiunto quote significative del PIL, mentre le entrate energetiche sono calate e il deficit federale è aumentato. Questo mix ha portato a decisioni fiscali e redistribuzioni che incidono sulla vita quotidiana e sulle prospettive di crescita, ponendo la nazione in una condizione che alcuni esperti definiscono di stress economico.

Limiti delle libertà digitali e strumenti di controllo

Allo stesso tempo, l’apparato legislativo è stato rafforzato con norme che ampliano il controllo sul flusso informativo: nel 2026 è stata introdotta la possibilità di penalizzare la ricerca online di contenuti classificati come “estremisti”, e a febbraio 2026 la Duma ha approvato una legge che conferisce all’FSB la facoltà di sospendere servizi di rete e comunicazione in tutta la Federazione in circostanze ritenute necessarie per «confondere i nemici».

Le restrizioni hanno comportato rallentamenti e limitazioni su piattaforme di messaggistica e la diffusione obbligatoria di un’app di Stato sui dispositivi venduti in Russia, misure che testimoniano una strategia volta a ridurre la dipendenza da servizi esterni e a consolidare canali controllabili di comunicazione.

Che cosa significa tutto questo per il futuro

La combinazione di militarizzazione, rinnovata presenza statale nell’economia e ampliamento dei poteri di sicurezza disegna uno scenario in cui la Russia cerca stabilità tramite misure autoritarie. Questo modello potrebbe durare a lungo: lo Stato mantiene una forte capacità amministrativa, ma la sua resilienza convive con tensioni interne e costi economici crescenti.

Per gli osservatori esterni, la lezione è chiara: non si può basare la strategia internazionale sull’idea di un crollo imminente. La situazione rimane caratterizzata da una stabilità che poggia su un equilibrio instabile, dove cambiamenti repentini sono possibili ma non scontati.