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Autistici/Inventati chiude dopo le sanzioni Usa: "Dobbiamo fermarci"

Autistici/Inventati chiude dopo le sanzioni Usa: "Dobbiamo fermarci"

Autistici/Inventati annuncia la chiusura dopo vent'anni di attività, a causa delle sanzioni Usa.

Autistici/Inventati annuncia la sospensione dei propri servizi dopo oltre vent’anni di attività. La decisione arriva al termine di una vicenda che ha coinvolto il collettivo, il sistema finanziario e anche ambienti politici e istituzionali italiani ed europei. L’infrastruttura, nata nel 2001 nell’ambito dell’hacktivismo e del mediattivismo, ha fornito nel corso degli anni server, caselle email e altri servizi digitali a collettivi, associazioni, attivisti e media indipendenti.

A determinare la svolta è stata soprattutto la designazione da parte degli Stati Uniti di Autistici/Inventati come organizzazione terroristica globale, alla quale sono seguite conseguenze concrete sul piano finanziario e digitale. Il dominio è stato bloccato, sono emersi problemi con PayPal e Banca Etica ha sospeso l’operatività del conto dell’associazione, spiegando il rischio di possibili sanzioni secondarie statunitensi.

Il collettivo ha spiegato di non voler proseguire in una situazione che potrebbe mettere a rischio le persone che utilizzano i suoi servizi. “Dobbiamo fermarci“, hanno comunicato gli attivisti, sottolineando come ogni giorno di attività dopo il 26 agosto sia stato considerato una sorta di risultato.

Il caso Paolo De Rosa e il legame con AI ODV

Al centro dell’attenzione è finito anche Paolo De Rosa, conosciuto nell’ambiente hacker con il nome di Phasa e oggi funzionario della Commissione europea, dove si occupa di questioni legate all’identità digitale. In precedenza aveva lavorato nel Team per la trasformazione digitale di Palazzo Chigi, durante gli anni dei governi Gentiloni, Conte e Draghi. La sua carriera istituzionale si è intrecciata con una precedente attività nell’ambiente di Autistici/Inventati. Nel 2018, secondo la documentazione ricostruita dalla stampa, De Rosa sarebbe entrato nel consiglio direttivo di AI ODV, assumendo l’incarico di segretario. L’associazione è il soggetto attraverso il quale vengono gestiti legalmente i server di Autistici/Inventati e al quale fanno riferimento anche le donazioni.

La sua esperienza nel settore pubblico comprende inoltre attività legate a SPID, pagoPA, app IO, Immuni e Green Pass. Proprio la sovrapposizione tra il suo percorso professionale e il precedente coinvolgimento nell’associazione ha attirato l’attenzione politica.

Da qui sono arrivate richieste di chiarimento e l’annuncio di interrogazioni ed esposti da parte di esponenti di Fratelli d’Italia. Augusta Montaruli e Carlo Fidanza hanno chiesto di approfondire i rapporti tra De Rosa e AI ODV e la compatibilità di quell’attività con gli incarichi istituzionali ricoperti nel corso degli anni.

Dalle sanzioni alla chiusura: cosa resta della vicenda

È però importante distinguere le contestazioni politiche e giornalistiche dagli eventuali accertamenti giudiziari. La designazione americana riguarda Autistici/Inventati e non costituisce, di per sé, un’accusa personale nei confronti di De Rosa né un accertamento giudiziario italiano nei suoi confronti. Nel frattempo, il collettivo rivendica la propria storia e la funzione svolta negli anni. I suoi servizi hanno ospitato anche realtà dell’area No Tav, anarchica e antagonista, oltre a numerose organizzazioni impegnate nell’attivismo e nella comunicazione indipendente.

Sul fronte finanziario, Banca Etica, che aveva un rapporto con A/I dal 2018, ha spiegato di aver sospeso temporaneamente l’operatività a causa del rischio legato alle sanzioni statunitensi. Una decisione che ha contribuito ad aggravare una situazione già particolarmente complessa.

Ora, con l’annuncio della chiusura, si conclude una parte importante della storia di Autistici/Inventati. Restano però aperte le domande sul rapporto tra la struttura associativa, le attività svolte negli anni e il percorso professionale di alcune delle persone coinvolte. Su questi aspetti, al momento, non ci sono conclusioni definitive, mentre il caso continua a essere al centro del dibattito politico e istituzionale.

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