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Come cancellare lo SPID: procedure per Poste, InfoCert e Aruba

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Come cancellare lo SPID: guida alla revoca per disattivare le credenziali su Poste, InfoCert e Aruba in modo rapido.

Lo SPID è oggi uno degli strumenti fondamentali per accedere ai servizi digitali della Pubblica Amministrazione in Italia. Negli ultimi tempi, però, l’introduzione di possibili costi e canoni da parte di alcuni gestori ha riacceso il dibattito tra gli utenti, spingendo molti a valutare la revoca dell’identità digitale o il passaggio alla CIE come alternativa gratuita e sempre più diffusa.

Ecco come cancellare lo SPID con Poste, Aruba e Infocert.

Gestione dello SPID: utilizzo quotidiano e nuove condizioni economiche

Per milioni di cittadini italiani, lo SPID rappresenta ormai la chiave principale per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione: permette di effettuare pratiche fiscali, richiedere agevolazioni, consultare documenti personali e interagire con enti previdenziali e sanitari.

Negli ultimi tempi, però, il quadro sta cambiando. L’introduzione di canoni annuali e costi di rinnovo da parte di alcuni gestori ha portato molti utenti a riconsiderare il mantenimento dell’identità digitale, anche in vista della diffusione della CIE, destinata a sostituire progressivamente i vecchi documenti cartacei e utilizzabile anch’essa per l’accesso ai servizi online.

Dal 1° gennaio 2026, in particolare, Poste Italiane ha introdotto un canone annuo per il servizio PosteID, senza modificare il funzionamento generale dello SPID, che resta valido e riconosciuto a livello nazionale.

Il sistema continua infatti a dipendere da diversi provider accreditati, lasciando agli utenti la libertà di scegliere alternative gratuite.

Come cancellare lo SPID: guida semplice per Poste, InfoCert e Aruba

Chi decide di interrompere l’utilizzo dello SPID può scegliere tra due modalità: la sospensione temporanea e la revoca definitiva. La prima funziona come una misura di sicurezza, utile ad esempio in caso di smarrimento del telefono o sospetto furto delle credenziali, e consente di “congelare” l’account senza eliminarlo, con possibilità di riattivazione in qualsiasi momento. La revoca, invece, comporta la cancellazione completa e irreversibile dell’identità digitale dai sistemi del provider. Una volta avviata la procedura, i tempi tecnici possono richiedere dalle 24 alle 48 ore lavorative per la rimozione dai registri gestiti da AgID, al termine delle quali l’utente riceve una conferma via e-mail. È importante sapere che, anche dopo la cancellazione, è sempre possibile attivare nuovamente un nuovo SPID in futuro.

Le modalità operative variano a seconda del gestore. Con Poste Italiane la procedura passa dal portale PosteID: dopo l’accesso all’area personale si può sospendere l’identità tramite codice PosteID o OTP, mentre la revoca definitiva richiede l’invio di un modulo firmato via PEC o raccomandata. Nel caso di Aruba, invece, la richiesta si effettua dall’area clienti: dopo aver selezionato il servizio SPID è possibile avviare la revoca indicando il motivo e completando la procedura con firma digitale o documento d’identità. Per InfoCert, la gestione avviene dal portale dedicato, nella sezione profilo dove sono disponibili le opzioni di sospensione e cancellazione; è inoltre necessario disattivare eventuali rinnovi automatici per evitare addebiti successivi.

CIE come alternativa gratuita e stabile allo SPID a pagamento

In alternativa alla dismissione dello SPID, molti utenti stanno valutando il passaggio alla CIE. La Carta d’Identità Elettronica consente infatti di accedere agli stessi servizi digitali senza costi ricorrenti: può essere utilizzata tramite smartphone con l’app CIE ID oppure tramite computer con lettore NFC. Sebbene l’attivazione iniziale possa richiedere qualche passaggio in più rispetto allo SPID, una volta configurata garantisce un accesso sicuro, stabile e completamente gratuito.

Dal punto di vista funzionale, SPID e CIE hanno lo stesso valore legale e permettono le medesime operazioni online; la differenza principale riguarda la gestione, affidata a provider privati nel caso dello SPID e a uno strumento pubblico nel caso della CIE, rendendo quest’ultima una soluzione più indipendente da eventuali politiche tariffarie future.