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Don Roberto Malgesini, il ricordo del fratello: “La beatificazione è una gioia, ma la mancanza si sente”

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Avviata la procedura ufficiale di beatificazione per il parroco ucciso nel 2015, i familiari ed il vescovo di Como hanno voluto ricordarlo in occasione di questo prezioso evento.

Don Roberto Malgesini sta per essere insignito del ruolo di Beato per quanto ha dato alla sua diocesi ed alla chiesa italiana con il proprio esempio e le attività sul territorio che hanno permesso di donare un futuro a persone che non avevano nulla nemmeno la speranza. La sorella ha voluto diffondere un ricordo in occasione di questo importante traguardo raggiunto postumo.

Il processo di Beatificazione va avanti

Da quando Don Roberto Malgesini è stato ucciso, ovvero il 15 settembre del 2020, per mano di un senza fissa dimora che lui aveva sempre aiutato perché per lui non vi era differenza tra chi aveva tutto e chi non aveva nulla, si è avviata la campagna verso la beatificazione.

Il suo esempio è sempre vigile e presente sia nella diocesi dove era parroco che nel resto del paese perché egli rappresentava proprio l’uomo di chiesa, disponibile verso tutti, fiero di portare ogni giorno con il proprio esempio la parola di Dio.

Ora che è stata ufficialmente avviata la procedura di beatificazione ha voluto parlare la sorella Caterina, fornendone un ritratto intimo totalmente distaccato dalla figura pubblica che tutti conoscono.

Beatificazione, una gioia immensa

La sorella Caterina ha voluto celebrare questo traguardo importantissimo tramite le pagine di Avvenire rivista simbolo delle chiesa cattolica in Italia.

Siamo molto felici di questo primo embrionale riconoscimento” ha commentato la sorella, che si è poi lasciata andare ad un omaggio intimo – “Per noi è solo Roby, un figlio, un fratello, c’è malinconia perché ne senti la mancanza”.

Sulla beneficio per la diocesi è intervenuto il vescovo di Como, Oscar Cantoni che ha voluto soffermarsi sul concetto di responsabilità – “Questo segno della provvidenza ci responsabilizza”. Ha poi continuato – “ci insegna che i poveri, i piccoli, i fragili, non sono persone da assistere dall’alto in basso, ma nostri fratelli e sorelle da amare“.