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Bergamo, rientro choc nel parcheggio P3 dell'aeroporto: ladri smontano l’auto pezzo per pezzo

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Aeroporto Orio al Serio, auto smontata nel parcheggio P3 durante la notte: danni per 20 mila euro e denuncia di mancata assistenza.

Il fenomeno dei furti “piranha” sta assumendo una crescente rilevanza anche in contesti insospettabili come i grandi scali aeroportuali del Nord Italia. Episodi di questo tipo sono stati segnalati in aree di sosta come il parcheggio P3 dell’aeroporto di Milano Bergamo, dove l’apparente sicurezza dei sistemi di accesso controllato non ha impedito azioni rapide e mirate ai danni dei veicoli.

Orio al Serio, rientra nella notte e trova l’auto smontata nel parcheggio P3 dell’aeroporto

I furti messi a segno dai cosiddetti ladri “piranha”, specializzati nella rimozione sistematica di componenti auto rivendibili, stanno emergendo come fenomeno diffuso in tutta Italia, colpendo anche aree teoricamente protette come i parcheggi aeroportuali. Il caso avvenuto a Orio al Serio, riportato dal Corriere, riguarda un imprenditore bresciano che ha ritrovato la propria BMW completamente smontata dopo un viaggio di lavoro.

Il veicolo, lasciato nel parcheggio P3 gestito da Sacbo, è stato “cannibalizzato” durante la notte: i ladri hanno agito con precisione, rendendo l’auto “sbranata” in poche ore e sottraendo fari, cofano, paraurti e radiatore, pezzi particolarmente richiesti nel mercato illecito.

Il racconto dell’imprenditore al Corriere evidenzierebbe anche le condizioni dello scalo nelle ore notturne: l’area sarebbe risultata scarsamente illuminata e priva di controlli immediati, elemento che avrebbe facilitato l’azione criminale.

Il danno complessivo stimato si aggira intorno ai 20.000 euro, a cui si aggiunge il fermo tecnico del veicolo per circa due mesi.

Bergamo, rientro da incubo nel parcheggio P3 dell’aeroporto: ladri portano via i pezzi dell’auto

Oltre al danno materiale, l’episodio ha generato una forte sensazione di abbandono e disagio. L’imprenditore ha raccontato al Corriere di aver vissuto una situazione di totale solitudine, affermando di essersi sentito “completamente abbandonato a me stesso”. In attesa della navetta e senza assistenza immediata, ha dovuto affrontare una lunga permanenza notturna in aeroporto, tra difficoltà a trovare personale e assenza di supporto operativo. Anche la successiva ricerca della Polaria non avrebbe portato a risposte immediate, alimentando la percezione di un sistema di sicurezza insufficiente nelle ore più critiche.

Sul piano investigativo, dopo la denuncia sono partite le indagini per individuare i responsabili. Tra i dettagli emersi, la prontezza del proprietario nel recuperare il Telepass per chiudere correttamente la sosta ha evitato ulteriori complicazioni amministrative. Nonostante lo shock, le sue parole restano nette: “Bergamo non mi vedrà più”. L’uomo ha inoltre ricordato la gestione del parcheggio con una scelta obbligata: “Avrei voluto servirmi del P2, ma non era stato possibile, così mi sono diretto al P3, a 29 euro al giorno”.

Sul fronte istituzionale, come riportato da sicurauto.it, Federcarrozzieri evidenzia come il fenomeno della cannibalizzazione abbia assunto dimensioni rilevanti, con un giro d’affari stimato in 1,2 miliardi di euro l’anno in rivendita di ricambi di ogni genere, con 30.000 “cannibalizzazioni” a Milano e hinterland e 20.000 a Roma e dintorni, seguita da Napoli a 10.000.

Anche le assicurazioni, pur previste per i furti parziali, risultano spesso poco efficaci a causa di franchigie e massimali. Sacbo ha espresso “rincrescimento per quanto accaduto” e ha confermato la collaborazione con le forze dell’ordine, annunciando il rafforzamento dei sistemi di vigilanza per prevenire nuovi episodi simili nello scalo bergamasco.