Nel dicembre 2024 a Tufino, una bimba di quattro anni è morta nell’abitazione degli zii a cui era stata affidata dai servizi sociali, dopo la sospensione della patria potestà dei genitori. Le indagini avrebbero rivelato gravi maltrattamenti e negligenza, tra cui denutrizione e traumi fisici, che hanno portato al deperimento estremo della piccola e al suo tragico decesso.
Bimba di 4 anni morta a Tufino: le indagini
Le indagini della Procura di Nola, condotte con il supporto della Sezione Operativa della Compagnia di Nola e della Stazione di Tufino, avrebbero ricostruito nei dettagli mesi di sofferenze della bambina. Grazie ai rilievi scientifici del RIS di Roma e del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, alle consulenze medico-legali e informatiche e all’analisi di documenti e messaggi scambiati dagli indagati, sarebbe emerso un quadro di grave trascuratezza e violenze ripetute, classificate come “child neglect”.
La piccola sarebbe stata privata di cibo, subendo un deperimento fisico estremo fino a uno stato cachettico, aggravato da traumi multipli tra cui gravi ustioni, piaghe da decubito e una frattura. Queste condizioni, associate a una severa patologia polmonare, avrebbero determinato la sua morte.
Bimba di 4 anni morta a Tufino: uccisa da violenze e denutrizione, arrestati gli zii
Come riportato da Napoli Today, dopo oltre un anno di indagini, i Carabinieri della Compagnia di Nola hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Nola nei confronti dei due zii di Alessandra, la bambina di quattro anni morta a Tufino tra il 13 e il 14 dicembre 2024.
Gli indagati sono accusati di omicidio aggravato: la piccola, affidata alla coppia nell’estate 2024 a seguito della sospensione della patria potestà dei genitori, ha trovato in quella che avrebbe dovuto essere una casa protettiva un ambiente di violenze e incuria.
Il decesso, inizialmente attribuito a una presunta caduta dalle scale, ha subito destato sospetti quando il medico del pronto intervento ha constatato lividi, bruciature e segni evidenti di malnutrizione sul corpo della bambina, incompatibili con la versione fornita dagli zii.
Il provvedimento cautelare eseguito sabato 31 gennaio 2026 rappresenta la conclusione di un lavoro investigativo complesso, che ha permesso di trasformare sospetti e ipotesi iniziali in prove concrete.