La Procura di Imperia deve ancora concedere il nulla osta per fissare la data dei funerali della piccola Beatrice, morta a due anni a Bordighera. Intanto il gip ha autorizzato la madre, detenuta per maltrattamenti aggravati, a lasciare temporaneamente il carcere per partecipare alle esequie, mentre si valutano le modalità organizzative e le misure di sicurezza legate alla cerimonia.
Indagine e organizzazione dei funerali della piccola Beatrice uccisa a Bordighera
Alle esequie della piccola Beatrice dovrebbe prendere parte anche Maurizio Rao, padre biologico della bambina, detenuto a Sanremo per altre vicende giudiziarie. La sua presenza, insieme a quella della madre e di altri familiari, potrebbe creare criticità sul piano dell’ordine pubblico, tanto che si valuta la possibilità di un funerale a porte chiuse.
L’organizzazione potrebbe essere affidata alla Prefettura di Imperia e non si esclude la partecipazione di un rappresentante del governo.
Tra i possibili presenti figurano anche i nonni materni e paterni, i cui rapporti sarebbero però fortemente compromessi. Dubbi anche sulla presenza delle sorelle della vittima, di 7 e 10 anni, già ascoltate in forma protetta dagli inquirenti e considerate elementi chiave nell’inchiesta insieme agli esiti medico-legali.
Sarebbero stati infatti i loro racconti e alcuni elementi raccolti dagli investigatori a delineare un quadro di presunti maltrattamenti sistematici.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la piccola sarebbe stata vittima di violenze ripetute, fisiche e psicologiche, che includerebbero colpi, schiaffi e percosse. L’autopsia avrebbe inoltre evidenziato un’emorragia cerebrale compatibile con un grave trauma alla testa. La vicenda ha suscitato forte attenzione pubblica, con una petizione online che ha già raccolto migliaia di firme per chiedere che il giorno dei funerali venga proclamato lutto nazionale.
Bordighera, Beatrice uccisa a due anni: la madre potrà lasciare il carcere per i funerali
Potrà essere presente all’addio della piccola Beatrice anche la madre, Emanuela Aiello, 44 anni, attualmente detenuta a Torino con l’accusa di maltrattamenti aggravati dalla morte della figlia di due anni, avvenuta a Bordighera. La donna, indagata insieme al compagno Emanuel Iannuzzi, ha ricevuto l’autorizzazione a lasciare temporaneamente il carcere per partecipare alle esequie della bambina.
Come riportato da Repubblica, la richiesta presentata al gip di Imperia ha ottenuto parere favorevole, mentre resta ancora in sospeso la data del funerale. Per la sua definizione è necessario il nulla osta della Procura, che arriverà solo dopo il deposito della relazione conclusiva del medico legale, ancora impegnato in approfondimenti autoptici sul corpo della piccola.
