Il caso della bambina di due anni morta a Bordighera a seguito delle violenze subite dai propri genitori è arrivato alle fasi finali con gli interrogatori davanti al GIP dei due genitori, la prima a parlare è stata la madre che ha svelato la sua visione del rapporto con le minori, visione dove si vede come una buona madre.
Manuel Iannuzzi, parla il suo legale
Il padre di Beatrice, la piccola di due anni morta a Bordighera dopo aver subito violenza, Manuel Iannuzzi non risponde alle richieste del GIP e si affida al proprio legale.
L’avvocato rivela come Iannuzzi sia sconvolto da quanto successo e che si professa innocente. L’altro legale, Maria Gioffrè spiega che l’uomo si avvale della facoltà di non rispondere poiché non sono ancora stati forniti gli atti del processo e rispondere alla cieca sarebbe controproducente.
In particolare per l’uomo risulta inaspettata la misura cautelare, giudicata troppo estrema per ciò di cui lui è considerato colpevole. In sostanza non ammette di essere un uomo violento, caratteristica di cui tutti in paese erano a conoscenza.
Emanuela Aiello ed il rapporto con le figlie
Emanuela Aiello, madre di Beatrice ha invece risposto a tutte le domande del GIP ed ha anche esposto come fosse il rapporto con le figlie:
“Non ho mai messo le mani addosso alle mie figlie e non ho mai assistito a episodi di violenza nei confronti delle figlie“.
Dichiarazioni riportate da Il Messaggero che manifestano una visione totalmente distorta della realtà.
Realtà invece confermata dalle sorelline più grandi di Beatrice, bambine di 7 e 9 anni che quando hanno potuto parlare hanno svelato le violenze che subivano quotidianamente.
Cresce l’attesa per l’interrogatorio di Iannuzzi e Aiello davanti al giudice di garanzia che dovrà comminare il carcere per la coppia in quanto colpevole dell’assassinio della piccola Beatrice.