Le Borse europee continuano a navigare in acque agitate, con un andamento negativo che riflette le preoccupazioni degli investitori. Due fattori principali stanno dominando la scena: le tensioni geopolitiche, in particolare nel Medio Oriente e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui risultati delle società tecnologiche.
Sul fronte geopolitico, gli attacchi incrociati tra Stati Uniti e Iran continuano a destare preoccupazione.
Le indiscrezioni secondo cui il presidente degli Stati Uniti starebbe valutando un ampliamento delle operazioni militari contro l’Iran hanno ulteriormente alimentato l’incertezza nei mercati.
Il settore tech in difficoltà
Nel frattempo, il settore tecnologico continua a registrare un calo, con i titoli dei semiconduttori in particolare sotto pressione. Nonostante i conti con utile record di Tsmc i titoli del settore sono stati colpiti da vendite sia in Asia che in Europa.
In particolare, il comparto tech ha messo ko il Nikkei a Tokyo e il Kospi a Seul, con crolli rispettivamente del 2,79% e del 6,37%.
Anche le Borse europee non sono state risparmiate, con il FTSE MIB di Milano, il CAC 40 di Parigi e il DAX 40 di Francoforte tutti in calo. La situazione non è migliore a Wall Street, dove il Dow Jones è in rialzo grazie a un guadagno di UnitedHealth mentre lo S&P 500 e il Nasdaq sono in calo a causa del generalizzato calo dei semiconduttori.
Focus su Mps e Fincantieri
A Piazza Affari, l’attenzione è rivolta ai titoli del comparto bancario, in particolare a Banca Monte Paschi Siena che oggi si riunisce per valutare l’offerta di Intesa Sanpaolo.
Il mercato attende sviluppi in merito al risiko bancario che potrebbe ridisegnare gli equilibri del credito italiano.
Nel frattempo, Fincantieri è tra i migliori del listino, con Deutsche Bank che ha alzato il target price a 19 euro in vista della pubblicazione dei conti del secondo semestre. Recordati è cauta dopo che il consiglio di amministrazione ha giudicato congruo il corrispettivo dell’opa pari a 51,29 euro per azione. In coda, Stmicroelectronics segue il calo dei titoli tech.
Energia e valute
Sul fronte energetico, nonostante il quadro di tensione, si ferma il rally del petrolio, segnale che gli investitori continuano a ritenere possibile una soluzione diplomatica della crisi. Il Brent scambia sotto gli 85 dollari al barile, mentre il Wti si muove attorno alla parità sotto gli 80 dollari. In rialzo il gas sui 55 euro al megawattora.
Sul valutario, l’euro/dollaro è poco mosso, con la moneta unica che resta sopra quota 1,14. Nel frattempo, l’Istat diffonde i dati sull’inflazione di giugno, mentre la Consob ha dato il via libera all’Opas di Poste su Tim.
