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Bulgaria prende in mano la raffineria Lukoil dopo le sanzioni statunitensi

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La Bulgaria ha approvato una legge per gestire la raffineria Lukoil, una scelta strategica in risposta alle sanzioni statunitensi.

Recentemente, il parlamento bulgaro ha approvato una serie di modifiche legislative che mirano a mettere sotto controllo statale la raffineria Lukoil, situata nella parte orientale del paese. Questa decisione è stata presa in risposta alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro l’importante compagnia petrolifera russa, aggravate dalla guerra in Ucraina.

Lukoil, che gestisce la raffineria Neftochim nella città di Burgas, è il principale produttore di petrolio nei Balcani e possiede una significativa fetta del mercato bulgaro.

Le sanzioni americane, che entreranno in vigore il 21 novembre, potrebbero portare a una paralisi delle operazioni della raffineria, poiché i vari partner commerciali potrebbero rifiutarsi di effettuare pagamenti alle aziende legate a Lukoil.

La nuova legge e le sue implicazioni

La legge, approvata rapidamente dal parlamento bulgaro con il sostegno di una maggioranza, prevede l’assegnazione di un amministratore speciale che avrà il compito di esercitare i diritti di voto degli azionisti. Questa figura avrà il potere di vendere le azioni a un nuovo proprietario, ma solo previa approvazione del governo.

Critiche e preoccupazioni

Durante il dibattito legislativo, alcuni membri dell’opposizione hanno sollevato dubbi riguardo alla fretta con cui è stata portata avanti la legge. Alcuni hanno messo in guardia sulle possibili conseguenze legali che potrebbero derivare dalla cessione delle azioni della raffineria, temendo che Lukoil potesse intraprendere azioni legali contro lo stato bulgaro per ottenere un risarcimento.

Ruslan Stefanov, esperto in governance energetica, ha sottolineato che, sebbene la mossa del governo possa apparire come un passo nella giusta direzione per rafforzare il controllo statale, comporta anche dei rischi significativi. La possibilità di una nazionalizzazione, sebbene comprensibile, potrebbe indebolire l’efficacia delle sanzioni, dando a Lukoil la possibilità di chiedere un risarcimento molto elevato.

Impatto economico della raffineria Lukoil

La raffineria Lukoil-Neftochim non è solo un impianto di raffinazione, ma rappresenta anche un pilastro dell’economia bulgara, con un fatturato che ha raggiunto circa 4,7 miliardi di euro. Questa azienda ha una rete di distribuzione che le consente di mantenere una posizione quasi monopolistica sul mercato nazionale, fornendo carburante a stazioni di servizio, navi e aerei.

Restrizioni temporanee alle esportazioni

Di recente, è stato introdotto un divieto temporaneo sulle esportazioni di prodotti petroliferi, comprese le forniture a paesi membri dell’Unione Europea, per garantire un approvvigionamento adeguato a seguito delle sanzioni imposte sulla Russia. Tuttavia, sono previste delle eccezioni per il rifornimento di navi e aerei, oltre che per le forniture destinate alle forze armate della NATO e degli stati membri dell’UE.