Orazio Russo, a 52 anni, sta combattendo una grave malattia che preoccupa il mondo del calcio italiano. Attaccante e uomo simbolo del Calcio Catania, ha costruito la sua carriera tra promozioni conquistate sul campo e un legame indissolubile con la maglia rossazzurra, diventando esempio di appartenenza e professionalità.
Orazio Russo: la bandiera del Catania combatte contro la malattia
La storia di Orazio Russo, 52 anni, rappresenta un pezzo indelebile del calcio italiano. Attaccante e uomo simbolo del Calcio Catania, ha costruito la sua carriera tra promozioni conquistate sul campo e un legame indissolubile con la maglia rossazzurra, diventando esempio di appartenenza, professionalità e passione. Oggi, il calcio e i tifosi sono accanto a lui in un momento di grande difficoltà: come riportato dal Corriere, Russo sta combattendo una grave leucemia, che lo costringe in ospedale e ai macchinari per la sopravvivenza.
Il Catania e l’identità di una bandiera: Orazio Russo tra promozioni e leadership
Se Catania è stata la sua casa, Torre Annunziata ha scritto una pagina memorabile della sua carriera. Con il Savoia 1908 fu tra i protagonisti della promozione in Serie B, centrata con i playoff del 1999: una stagione in cui talento e abnegazione spinsero i bianchi verso uno dei momenti più alti della loro storia, ancora vivo nella memoria dei tifosi oplontini.
Nel corso degli anni ha indossato anche le maglie di US Lecce, SPAL, Acireale Calcio, Calcio Padova, AC Perugia Calcio e Gela Calcio, distinguendosi sempre per leadership e dedizione. “Un pezzo di storia del Savoia che non sarà mai dimenticato dai suoi tifosi”: il ritratto più fedele di un professionista d’altri tempi, legato alle sue radici e ai colori difesi con orgoglio.
Nato a Misterbianco il 6 ottobre 1973, Russo è stato molto più di un attaccante: per il Catania ha rappresentato un’identità, un esempio di dedizione e continuità. Cresciuto nella Società Sportiva Battiati e formato nel vivaio etneo, bruciò le tappe fino all’esordio tra i professionisti nel 1992. È stato l’unico calciatore nella storia del club a indossare la maglia rossazzurra in quattro diverse epoche e in tutte le categorie professionistiche, dalla Serie C2 alla Serie A, con oltre cento presenze e un arco temporale di 19 anni tra la prima e l’ultima apparizione.
Emblematica la sua uscita di scena da calciatore: il 16 maggio 2010, contro il Genoa CFC, entrò in campo indossando anche la fascia da capitano, chiudendo il cerchio “6650 giorni dopo l’esordio con la stessa maglia”. Un addio simbolico, nella categoria che lo aveva visto protagonista anni prima anche con il US Lecce, dove debuttò in Serie A il 29 agosto 1993 contro il AC Milan, trovandosi di fronte Paolo Maldini.
Dal 2010 Russo è rimasto nella struttura societaria come team manager, poi responsabile tecnico delle scuole calcio, allenatore nelle giovanili, vice della prima squadra e guida di Berretti e Under 17. Dalla stagione 2022/23 ricopriva l’incarico di responsabile del settore giovanile, continuando a trasmettere ai ragazzi i valori e la passione che lo hanno accompagnato da calciatore.
Oggi, mentre affronta la sua sfida più difficile, Russo resta un simbolo di coraggio e dignità, e tutto il mondo del calcio è vicino a lui e alla sua famiglia, nella speranza che possa vincere anche questa battaglia.