Il 2 febbraio. Una data semplice? Si direbbe proprio di no, la Candelora, amata dalla tradizione popolare e riconosciuta dalla Chiesa cattolica, è una di quelle ricorrenze che resistono al tempo, vediamo nel 2026 cos’è e il suo significato.
Candelora 2026 cos’è: tra rito religioso e memoria popolare
Nelle chiese, ancora oggi, si benedicono ceri e candele sicuramente un gesto antico e silenzioso, con un significato profondo e mistico per molti fedeli.
La fonte è la liturgia cattolica, che colloca la festa quaranta giorni dopo il Natale. Il suo significato? È la Presentazione di Gesù al Tempio, chiamata anche Purificazione di Maria. Nei Vangeli, Simeone riconosce nel bambino “la luce per illuminare le genti”. Da lì il rito. Da lì la luce. E da lì il nome, che deriva dal latino candelorum. Nessuna interpretazione moderna. Tutto scritto, tramandato.
Ma la Candelora non è solo Chiesa. Lo raccontano i proverbi, raccolti dalla tradizione orale, soprattutto nel Nord Italia fino ai giorni nostri: 2026. In Veneto, ad esempio, si dice: “Quando vien la Candelora de l’inverno semo fora, ma se piove o tira vento ne l’inverno semo drento”. Un detto che non ha autore, ma ha resistito ai moltissimi secoli. Fonte? La cultura popolare. Quella vera, senza firma.
Ed è proprio qui che il rito religioso si intreccia con altro. Con ciò che viene da prima.
Candelora 2026 significato: luce, stagioni e antiche credenze
Il significato della Candelora non si ferma all’altare, certamente no. Secondo credenze di origine pagana, questa data rappresenta un passaggio simbolico, senz’altro un’uscita. Da cosa? Dalle tenebre invernali verso qualcosa di diverso. Più chiaro, più mite, forse e non a caso cade esattamente a metà tra il solstizio d’inverno e l’equinozio di primavera. Un punto di mezzo. Instabile. Come il tempo di febbraio, del resto.
Gli studiosi delle religioni antiche ricordano che la festa esisteva già prima del Cristianesimo. I Celti celebravano Imbolc, rito legato al risveglio della luce dopo il buio invrnale. A Roma, invece, era dedicata a Giunone. La fonte, in questo caso, è storica: testi e cronache dell’antichità. Il Cristianesimo non cancellò tutto. Assorbì. Trasformò. Sostituì. La festa cristiana venne istituita proprio per prendere il posto di quelle celebrazioni.
A livello ufficiale, la Candelora viene celebrata già sotto l’imperatore Giustiniano ed ecco che a Roma arriva stabilmente nel VII secolo, con una processione penitenziale voluta da Papa Sergio I, tra il 687 e il 701. Dati noti. Documentati. Archivi ecclesiastici.
E poi c’è l’altra faccia. Quella che guarda oltreoceano. Negli Stati Uniti, sempre il 2 febbraio, si celebra il Groundhog Day, il giorno della marmotta, istituito nel 1886. Fonte: tradizione popolare americana. Qui il cambio di stagione viene affidato a un animale. Se vede la sua ombra, l’inverno durerà ancora. Se non la vede, la primavera è vicina. Semplice. Quasi ingenuo. Ma il senso è lo stesso.
Aspettare la luce. Capire se il freddo sta davvero finendo. Oppure no.