La cantieristica nautica mondiale ha mostrato segni di stabilizzazione nel periodo 2026-2026, con un valore delle nuove costruzioni che si è attestato a 33,3 miliardi di euro e una contrazione complessiva del 2,1% rispetto al 2026. In questo contesto, l’industria italiana si distingue per performance opposte: la cantieristica italiana ha registrato una crescita intorno al +5% nello stesso periodo, trainata dalla produzione di grandi yacht e superyacht.
Lo studio “The state of the art of the global yachting market” realizzato da Deloitte per Confindustria Nautica delinea un quadro in cui l’eccellenza del Made in Italy rimane la leva competitiva principale.
La presentazione nella sede di Borsa Italiana ha riunito rappresentanti del settore e del mondo finanziario, sottolineando come dati aggiornati e analisi dettagliate siano strumenti essenziali per orientare decisioni strategiche.
Secondo i rapporti, il valore della produzione nazionale è stimato tra i 5,4 e i 5,5 miliardi di euro per il 2026, con circa il 70% del valore riconducibile ai grandi yacht e ai superyacht, a conferma di una specializzazione marcata verso il segmento premium.
Performance globale e differenziazioni di segmento
Il mercato internazionale mostra una polarizzazione della domanda: segmenti entry-level e mid-size hanno rallentato, mentre la grande nautica mantiene una resilienza strutturale.
Nel complesso del periodo 2026–2026 il settore ha sovraperformato il Pil globale, ma ha registrato una dinamica inferiore rispetto alla crescita della ricchezza degli Ultra High Net Worth Individuals. La distribuzione per propulsione evidenzia come l’entrobordo abbia consolidato il suo peso fino a rappresentare il 59% del mercato globale nel 2026, con fuoribordo e vela rispettivamente al 33% e all’8%.
Dati chiave del mercato
Il global order book del 2026 è stato stimato in 677 unità, con il segmento 30–40 metri che vale il 45% del totale, il 40–60 metri circa il 40% e le imbarcazioni oltre i 60 metri il restante 15%. Nel 2026 il valore complessivo dell’order book ha raggiunto circa 29 miliardi di euro, e il segmento oltre i 60 metri ha inciso per oltre la metà del valore totale, segnalando una forte polarizzazione del mix di domanda verso fasce alte.
Il ruolo dell’Italia: export e impatto sulla bilancia commerciale
L’Italia resta uno dei principali esportatori mondiali di imbarcazioni da diporto: circa il 90% della produzione nazionale è destinato ai mercati esteri e di questo volume circa il 70% va verso paesi extra-Ue. Nel 2026 il comparto nautico ha contribuito per il 8,6% al surplus commerciale italiano, confermando il valore strategico dell’industria per la bilancia commerciale. La quota italiana sul valore della produzione globale si attesta intorno al 18%, che sale al 31% nel segmento entrobordo.
Leadership nei superyacht
L’Italia mantiene la leadership nella raccolta ordini di superyacht: nel 2026 il Paese rappresentava il 62% dei nuovi ordini mondiali per unità e deteneva una quota significativa del valore, soprattutto nel segmento 30–60 metri. Questa specializzazione rende la cantieristica italiana in parte anticiclica rispetto alle turbolenze macroeconomiche, grazie alla capacità di attrarre domanda ad alto valore aggiunto.
Prospettive, rischi e implicazioni per le imprese
Le previsioni per il 2026 indicano una lieve contrazione globale prevista intorno al -0,7%, con il segmento premium e dei superyacht che continua a mostrare una maggiore resilienza (+0,9%). Per il periodo 2026–2029 la domanda dovrebbe tornare a crescere con un tasso atteso vicino al 3% annuo. Tuttavia, i principali rischi esogeni rimangono le tensioni geopolitiche, le barriere commerciali (inclusi dazi introdotti dagli Stati Uniti) e le pressioni inflazionistiche sui prezzi di materie prime e semilavorati, che possono comprimere margini e alterare strategie di mercato.
Per le imprese italiane la sfida consiste nel coniugare l’eccellenza produttiva con strumenti finanziari e logistici adeguati: l’accesso ai mercati dei capitali, una rigorosa gestione delle strategie doganali e alleanze internazionali possono costituire leve operative per sostenere l’espansione. Confindustria Nautica e Deloitte indicano che dati affidabili e analisi costanti sono fondamentali per orientare investimenti, preservare quote di mercato e sfruttare appieno il vantaggio competitivo del Made in Italy.