A Crans-Montana la gestione dei controlli antincendio è finita al centro delle polemiche dopo che è emersa una frequenza irregolare delle ispezioni nei locali pubblici, spesso inferiori a quanto previsto dalla normativa svizzera. Le verifiche, concentrate su altre strutture ritenute prioritarie, avrebbero lasciato bar e ristoranti con controlli sporadici, sollevando dubbi sull’efficacia del sistema di prevenzione e sulla capacità delle autorità di garantire standard di sicurezza adeguati.
Crans-Montana: critiche della parte civile e accuse di carenze strutturali
Dopo l’interrogatorio Benjamin Charpiot, il quadro emerso è stato duramente contestato dalla parte civile. Come riportato da Tgcom24, l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio — una delle persone rimaste ferite nell’incendio del Constellation — ha denunciato un sistema segnato da gravi inefficienze e mancanza di coordinamento.
Secondo la sua ricostruzione, la gestione dei controlli antincendio avrebbe mostrato falle profonde sia sul piano politico sia su quello tecnico.
Ventimiglia ha parlato di una situazione in cui le responsabilità vengono costantemente spostate tra i vari soggetti coinvolti, sottolineando: “Continuo scaricabarile, erano perfettamente consapevoli delle carenze“. Avrebbe inoltre aggiunto: “La programmazione dei controlli era fortemente deficitaria e la preparazione tecnica del personale gravemente insufficiente.
Abbiamo assistito, sostanzialmente, a un continuo scaricabarile tra gli indagati, politici e tecnici. Soprattutto, è emersa una radicata carenza della cultura della prevenzione e della sicurezza“.
Crans-Montana, il Comune sui controlli antincendio nei bar: “C’erano problemi di arretrato”
Come riportato da Tgcom24, a Crans-Montana le verifiche antincendio non avrebbero seguito la cadenza annuale prevista dalla normativa svizzera, ma sarebbero risultate irregolari e, in alcuni casi, del tutto mancanti. Le ispezioni nei locali sarebbero avvenute senza una pianificazione stabile, con intervalli anche molto lunghi: l’ultima serie di controlli risaliva infatti al 2020. Nel sistema di vigilanza comunale, le priorità erano assegnate secondo una scala precisa: in cima figuravano ospedali e strutture sanitarie, seguiti da abitazioni private e alberghi, mentre bar, ristoranti e altri locali pubblici venivano relegati agli ultimi posti.
Nel corso dell’interrogatorio presso la procura di Sion, Benjamin Charpiot — attuale vice-responsabile della sicurezza comunale e tra i 13 indagati per la strage di Capodanno al “Le Constellation”, in cui hanno perso la vita 41 persone e 115 sono rimaste ferite — ha ammesso le difficoltà operative del sistema. Alla domanda sulle lacune nei controlli, avrebbe dichiarato: “Mancavano persone e risorse. C’erano problemi di arretrato nei controlli periodici“. Una risposta che ha evidenziato una gestione in affanno e una struttura organizzativa incapace di garantire verifiche regolari.