Negli ultimi giorni le autorità sanitarie internazionali si sono mobilitate attorno al caso della MV Hondius, una nave da spedizione al centro di un focolaio da Andes hantavirus. In Italia il Ministero della Salute ha raccolto i contatti di quattro passeggeri che sono transitati per Roma su un volo KLM in coincidenza con una donna poi deceduta a Johannesburg e ha informato le Regioni competenti per attivare la sorveglianza.
La situazione a bordo e i numeri accertati
La MV Hondius, partita da Ushuaia il 1 aprile 2026, aveva a bordo circa 147 persone tra passeggeri ed equipaggio, rappresentanti di diverse nazionalità. Le indagini internazionali hanno confermato almeno 5 casi su 8 sospetti, con 3 decessi, e l’identificazione del ceppo Andes, noto per la possibilità – seppur limitata – di trasmissione interumana.
Le cronologie ufficiali segnalano sintomi e decessi avvenuti tra l’11 aprile e il 2 maggio 2026, con evacuazioni e ricoveri in varie strutture sanitarie estere.
Origine e ipotesi di contagio
Le analisi puntano a un’esposizione avvenuta prima dell’imbarco, probabilmente durante un’escursione di birdwatching a Ushuaia in ambienti con presenza di roditori. Gli hantavirus si trasmettono tipicamente tramite le secrezioni di topi e ratti (urina, feci, saliva), spesso per inalazione di particelle secche.
L’ipotesi prevalente è quindi un’origine continentale sudamericana e non un innesco originato a bordo della nave.
Risposta delle autorità e misure in Italia
Di fronte alle segnalazioni internazionali, il Ministero della Salute ha attivato le procedure di valutazione del rischio e coordinamento sanitario previste dai protocolli nazionali e internazionali. Sono stati acquisiti i recapiti dei quattro passeggeri transitati per Roma e le informazioni sono state inviate alle Regioni interessate (Calabria, Campania, Toscana, Veneto) per l’avvio della sorveglianza attiva, nel principio di massima cautela.
Ruolo degli organismi internazionali
L’OMS e l’ECDC hanno condotto valutazioni congiunte e, al momento, classificano il rischio come basso per la popolazione mondiale e molto basso per l’Europa. L’ECDC ha inoltre messo a disposizione supporto tecnico e un medico italiano dello staff sanitario Ecdc è salito a bordo della nave il 6 maggio 2026 per assistere nelle attività cliniche legate all’emergenza.
Caratteristiche del virus e implicazioni pratiche
L’hantavirus non è un singolo agente ma una famiglia di virus che comprendono oltre 40 varianti. Il ceppo Andes appartiene al gruppo delle Americhe e può causare la sindrome polmonare da hantavirus, una forma grave caratterizzata da affaticamento respiratorio e rischio di edema polmonare. La mortalità associata a questi ceppi può essere elevata rispetto ad altri hantavirus europei.
Trasmissione tra persone e periodo di incubazione
La trasmissione interumana è stata documentata quasi esclusivamente per il ceppo Andes, ma richiede contatti stretti e prolungati, come quelli tra conviventi o partner. La finestra temporale di contagiosità sembra ridotta a un giorno intorno alla comparsa della febbre. Il periodo di incubazione è variabile, generalmente tra 1 e 6 settimane, e in casi rari può estendersi fino a 8 settimane: per questo motivo le autorità hanno previsto controlli prolungati sui contatti.
Cosa cambia per i viaggiatori e per la popolazione
In Europa il rischio di diffusione ambientale resta minimo: il principale serbatoio del ceppo Andes è un roditore sudamericano che non è presente nel territorio europeo, per cui il virus non può stabilirsi localmente. Le autorità sanitarie raccomandano comunque misure di precauzione per chi visita aree endemiche: evitare contatti con roditori, non maneggiare carcasse a mani nude, ventilare e umidificare gli ambienti prima delle pulizie per ridurre la dispersione di polveri contaminate.
Vaccini e terapie
Non esiste al momento un vaccino approvato per il ceppo Andes; alcuni vaccini sono in uso in Asia per ceppi locali ma non sono efficaci contro le varianti americane. Il trattamento rimane di supporto: gestione intensiva delle insufficienze respiratorie e monitoraggio emodinamico. La tempestività della diagnosi e la qualità dell’assistenza intensiva sono determinanti per la prognosi.
Infine, mentre il direttore dell’OMS, Tedros Adhanom Ghebreyesus, si è recato a Tenerife il 9 maggio 2026 per coordinare le operazioni di soccorso e il trasferimento dei passeggeri, il lavoro di tracciamento e sorveglianza prosegue a livello internazionale e nazionale. In Italia, pur non risultando cittadini italiani a bordo della Hondius, la prontezza delle strutture sanitarie e l’attivazione delle procedure di sorveglianza rimangono elementi chiave per mitigare qualsiasi potenziale rischio.