Un focolaio di hantavirus a bordo della nave da crociera MV Hondius ha attivato una risposta sanitaria internazionale, con evacuazioni controllate e misure di isolamento. Le autorità locali e l’Organizzazione mondiale della sanità stanno gestendo il caso con procedure di contenimento e monitoraggio dei passeggeri, escludendo al momento qualsiasi scenario di pandemia, mentre le indagini epidemiologiche puntano a ricostruire l’origine dell’infezione e a prevenire ulteriori contagi.
Gestione dell’emergenza hantavirus e decisione sulle operazioni nel porto
Come riportato da Leggo, il presidente delle Canarie Fernando Clavijo ha comunicato la gestione straordinaria della nave da crociera MV Hondius, interessata da un focolaio di hantavirus. L’imbarcazione non farà ingresso nel porto di Granadilla, a Santa Cruz de Tenerife, ma rimarrà in rada per consentire le operazioni sanitarie e il successivo rimpatrio dei passeggeri tramite aeroporto.
In modo netto, il governatore ha precisato: “La nave non attraccherà in nessun caso, solo resterà al largo“. Le procedure di evacuazione sono state organizzate in chiave strettamente sanitaria: i passeggeri verranno trasferiti a terra tramite lance o altre unità di supporto, con successivo accompagnamento verso lo scalo aeroportuale per il rientro nei Paesi di origine.
I controlli medici saranno effettuati direttamente a bordo e lo sbarco avverrà con dispositivi di protezione individuale, senza alcun contatto con la popolazione locale. L’intervento, coordinato dalle autorità sanitarie, viene descritto come un’operazione controllata e isolata, “nel rispetto dei protocolli di sicurezza e senza contatto con la popolazione“.
Hantavirus, nuovi casi confermati. Rischio pandemia? L’opinione degli esperti
Sul fronte epidemiologico, l’Organizzazione mondiale della sanità ha ridimensionato l’allarme, escludendo scenari di diffusione su larga scala. Stando a quanto riportato da Leggo, Maria Van Kerkhove, responsabile del dipartimento per la prevenzione delle epidemie dell’ente, ha chiarito: “non siamo davanti all’inizio di un’epidemia” o “una pandemia“. Ha inoltre sottolineato come l’evento rappresenti un richiamo all’importanza della ricerca: “Questo non è l’inizio di un’epidemia, ma è l’occasione perfetta per ribadire che gli investimenti nella ricerca su agenti patogeni come questo sono essenziali, perché trattamenti, test e vaccini salvano vite umane“.
Anche il direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus ha definito l’episodio serio ma circoscritto: “Sebbene si tratti di un incidente grave, l’Organizzazione mondiale della sanità valuta il rischio per la salute pubblica come basso“. L’agenzia internazionale ha inoltre richiamato il ruolo del Regolamento sanitario internazionale, spiegando: “Tutto ciò dimostra anche perché esiste il Regolamento sanitario internazionale (Ihr) e come funziona. L’Oms sta collaborando con diversi governi e partner nella risposta all’emergenza, in conformità con tale Regolamento. Le nostre priorità sono garantire che i pazienti colpiti dal virus ricevano le cure necessarie, che i restanti passeggeri a bordo della nave siano tenuti al sicuro e trattati con dignità e prevenire un’ulteriore diffusione del virus“.
Finora sono stati registrati otto casi di hantavirus, con tre decessi e cinque infezioni confermate, mentre altri tre restano sospetti. Parallelamente, sono in corso indagini epidemiologiche per ricostruire l’origine del contagio, partito probabilmente da un viaggio precedente della coppia inizialmente colpita in aree tra Argentina, Cile e Uruguay, dove è nota la presenza di roditori portatori del virus. L’OMS sta infatti collaborando con le autorità sanitarie argentine per chiarire gli spostamenti iniziali, valorizzando il contributo scientifico locale nella comprensione del ceppo Andes.