Un focolaio di hantavirus è stato individuato a bordo della nave da crociera MV Hondius, sollevando preoccupazione tra le autorità sanitarie internazionali. Le indagini si concentrano su una possibile origine del contagio durante un’escursione in Sud America, mentre proseguono le attività di tracciamento dei contatti e di contenimento della diffusione del virus.
Hantavirus a bordo della nave: espansione dei contagi, tracciamento e misure sanitarie
A bordo dell’imbarcazione si contano al momento tre decessi e almeno otto casi confermati di infezione, mentre le autorità sanitarie stanno ricostruendo i movimenti dei passeggeri sbarcati dopo l’insorgenza dei primi sintomi. Come riportato da Il Fatto Quotidiano, circa 23 persone risulterebbero infatti essere entrate in contatto potenzialmente a rischio, tra cui un cittadino svizzero successivamente ricoverato a Zurigo.
Un ulteriore episodio riguarda un passeggero deceduto che avrebbe effettuato un breve imbarco su un volo KLM tra Johannesburg e Amsterdam, ma sarebbe stato fatto scendere prima della partenza per le sue condizioni cliniche già compromesse.
L’Organizzazione mondiale della sanità ha comunque ribadito che il rischio globale resta contenuto, mentre diversi Paesi hanno attivato protocolli di sorveglianza epidemiologica.
Anche l’Italia ha avviato verifiche preventive, confermando l’assenza di connazionali a bordo e rafforzando il coordinamento con le autorità marittime e sanitarie internazionali.
L’hantavirus, che può avere un periodo di incubazione variabile e causare sintomi respiratori gravi nelle forme più severe, non prevede un trattamento specifico e viene gestito principalmente con cure di supporto in ambiente ospedaliero.
Hantavirus, come è arrivato a bordo della nave: ipotesi di contagio durante un’escursione
Le indagini preliminari, riportate dall’Associated Press e basate sulle dichiarazioni di due funzionari argentini, indicano come possibile punto d’origine del contagio una visita effettuata durante un’attività di birdwatching nei dintorni di Ushuaia, nella regione della Terra del Fuoco. In particolare, una coppia di turisti olandesi, entrambi di 69 anni e tra le vittime del focolaio insieme a una cittadina tedesca, avrebbe esplorato un’area di discarica dove è plausibile la presenza di roditori selvatici, principali vettori dell’hantavirus.
Il virus, che si trasmette generalmente attraverso il contatto con urine, feci o saliva di topi infetti o con ambienti contaminati, potrebbe essere stato contratto in quel contesto e successivamente introdotto a bordo della nave da crociera MV Hondius.