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Addio al fondatore della CNN e rivoluzionario dell’informazione: morto a 87 anni

È morto il fondatore della CNN: Ted Turner aveva 87 anni

Ted Turner è morto: dalla nascita della CNN all’impegno ambientale, l’eredità di un pioniere dell’informazione globale.

La morte di Ted Turner segna la fine di una delle figure più influenti e controverse della storia dei media moderni, un imprenditore capace di rivoluzionare il modo in cui le notizie vengono prodotte e consumate su scala globale.

È morto il fondatore della CNN: Ted Turner aveva 87 anni

Ted Turner, imprenditore visionario e figura centrale dei media contemporanei, si è spento il 6 maggio nella sua residenza di Tallahassee, in Florida, all’età di 87 anni.

Fondatore della CNN, la prima emittente all-news attiva 24 ore su 24, ha cambiato radicalmente il modo di raccontare il mondo, introducendo un flusso continuo di notizie in tempo reale. Quando lanciò il canale nel 1980, molti lo consideravano un progetto destinato al fallimento, ma Turner intuì prima di altri il valore di un’informazione senza interruzioni.

La rete seguì in diretta eventi storici cruciali, dal crollo del Muro di Berlino alle proteste di Piazza Tienanmen fino alla Guerra del Golfo, segnando una svolta irreversibile nel giornalismo televisivo.

Celebre la promessa fatta alla nascita della CNN: “Esclusi i problemi al satellite, chiuderemo le trasmissioni soltanto alla fine del mondo“.

Personalità eccentrica e spesso provocatoria, soprannominato “The Mouth of the South”, Turner fu anche un imprenditore audace: creò canali come TBS e TNT, acquisì importanti archivi cinematografici e contribuì allo sviluppo della televisione via cavo su larga scala. Nel 1996 la fusione con Time Warner segnò però l’inizio del suo progressivo allontanamento dal controllo diretto del suo impero mediatico.

È morto Ted Turner: ambizioni personali, impegno civile e fragilità private

Oltre ai successi professionali, la vita di Turner è stata caratterizzata da forti contrasti. Nato nel 1938 e cresciuto ad Atlanta, ha preso in mano giovanissimo l’azienda di famiglia dopo il suicidio del padre, evento che lo ha segnato profondamente. Spirito competitivo e fuori dagli schemi, ha vinto anche l’America’s Cup nel 1977 e possedette squadre sportive come gli Atlanta Braves. La sua esistenza privata è stata turbolenta, segnata da tre matrimoni, tra cui quello molto mediatico con Jane Fonda, conclusosi nel 2001. Dopo la separazione, ha attraversato un periodo di forte depressione, confessando: «Mi sentivo come Giobbe».

Nonostante le difficoltà personali e la malattia neurodegenerativa diagnosticata nel 2018, Turner si è distinto anche per un enorme impegno filantropico e ambientale. Donò un miliardo di dollari alle Nazioni Unite e promosse iniziative per la riduzione delle armi nucleari. Grande proprietario terriero, dedicò molte energie alla tutela degli ecosistemi e alla reintroduzione dei bisonti negli Stati Uniti, dichiarando: “Mi considero un serio allevatore” e ricordando che “L’uomo non deve spremere fino all’ultima risorsa da questi luoghi“.

Ideatore anche del cartone “Captain Planet”, utilizzò i media per sensibilizzare le nuove generazioni sui temi ambientali. Con la sua scomparsa si chiude una stagione irripetibile della televisione: la sua intuizione di un’informazione continua ha dato forma al sistema mediatico moderno, influenzando profondamente il modo in cui il mondo consuma le notizie.

 

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