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Guerra Iran, Trump apre allo scenario accordo: "Firma entro la prossima settimana"

Guerra Iran, l'annuncio di Donald Trump: "Firma dell'intesa entro la prossima settimana"

Scenario mediorientale in evoluzione: tra i negoziati USA-Iran promossi da Donald Trump e le criticità nello Stretto di Hormuz.

Il contesto internazionale resta fortemente instabile, segnato dall’intreccio tra crisi geopolitiche, sicurezza energetica e fragilità alimentare. In particolare, le dinamiche negoziali nella guerra tra Stati Uniti e Iran vedono un ruolo centrale del presidente americano Donald Trump, mentre le tensioni in Medio Oriente e le condizioni dello Stretto di Hormuz continuano a influenzare gli equilibri globali e gli sforzi diplomatici per la stabilizzazione dell’area.

Crisi globale e approvvigionamenti: incontro internazionale guidato da Tajani

Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani guiderà domani, insieme al collega croato Gordan Grlić Radman in qualità di presidente di turno del MED9 e al Direttore Generale della FAO Qu Dongyu, una riunione ministeriale che coinvolgerà circa quaranta Paesi e diverse organizzazioni regionali e internazionali, tra cui il Consiglio di Cooperazione del Golfo e la Lega Araba.

L’incontro sarà dedicato al rafforzamento del coordinamento politico sulla sicurezza alimentare e sulla gestione dei flussi di fertilizzanti attraverso lo Stretto, con l’obiettivo di sviluppare risposte operative condivise e misure di contenimento degli effetti della crisi sulle catene di approvvigionamento.

L’attenzione sarà rivolta soprattutto alla continuità delle forniture alimentari e dei fertilizzanti e al sostegno dei Paesi più esposti, in un contesto già segnato da forti instabilità.

L’escalation nel Medio Oriente ha infatti aggravato la crisi umanitaria, con circa 24,6 milioni di persone sfollate e condizioni di emergenza diffusa che incidono sulla tenuta economica e sociale su scala globale.

Guerra Iran, l’annuncio di Donald Trump: “Firma dell’intesa entro la prossima settimana”

Sul fronte mediorientale e dei negoziati nucleari, Stati Uniti e Iran risultano sempre più vicini a una proposta preliminare per la ripresa dei colloqui, che secondo indiscrezioni potrebbero aprirsi già la prossima settimana a Islamabad. A riportarlo è il Wall Street Journal, citando fonti vicine al dossier. Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ipotizzato la possibilità di un’intesa imminente con Teheran prima della sua visita in Cina prevista per metà maggio, dichiarando in un’intervista a PBS: “È possibile, sì“.

Le posizioni restano tuttavia divergenti. Fonti iraniane, attraverso l’agenzia Tasnim, sostengono che la proposta americana includa elementi considerati inaccettabili, mentre Ebrahim Rezaei ha definito su X i punti del memorandum come una “lista dei desideri americana [e] non una realtà“. Anche la leadership israeliana segue con forte attenzione l’evoluzione dei negoziati: il primo ministro Benjamin Netanyahu avrebbe avviato consultazioni con funzionari statunitensi per ottenere chiarimenti sulle possibili concessioni in discussione, soprattutto in relazione alla sicurezza regionale e al futuro accordo.

Sul piano strategico, lo Stretto di Hormuz rimane un elemento centrale. Secondo indiscrezioni riportate da Axios e dalla Casa Bianca, un’intesa preliminare potrebbe includere la sospensione dell’arricchimento nucleare iraniano, la revoca di sanzioni economiche e lo sblocco di fondi congelati, oltre alla riapertura garantita del transito nello stretto. Trump ha ribadito che, in caso di accordo,inizieranno i bombardamenti” qualora l’Iran rifiuti, aggiungendo che eventuali operazioni militari avverrebbero “a un livello e con un’intensità molto maggiori rispetto a prima“. Al contrario, in caso di intesa, lo Stretto di Hormuz resterebbe aperto a tutte le navi, comprese quelle iraniane, segnando una possibile svolta nella gestione delle tensioni regionali.