La vicenda delle fatture ospedaliere inviate alle famiglie dei feriti della tragedia di Crans-Montana ha riacceso il confronto tra Italia e Svizzera sul piano diplomatico e sanitario. Dopo settimane di tensioni e chiarimenti ufficiali, è arrivata la conferma dello stop definitivo alle richieste economiche, sancita anche nei più recenti incontri istituzionali tra i vertici dei due Paesi.
La tragedia di Crans-Montana e le reazioni politiche: tra polemiche e chiarimenti diplomatici sulle fatture
La vicenda nasce dall’incendio avvenuto a Capodanno nel bar “Le Constellation” a Crans-Montana, in cui hanno perso la vita 41 giovani e 115 sono rimasti feriti. Nei mesi successivi, alcune famiglie italiane dei pazienti ricoverati negli ospedali svizzeri si sono viste recapitare fatture per le cure ricevute, con importi compresi tra 17mila e 66mila euro, talvolta relativi anche a brevi periodi di degenza prima del trasferimento d’urgenza in elicottero a Milano.
La notizia ha suscitato forte indignazione, soprattutto tra i genitori dei ragazzi coinvolti, ancora impegnati nel lungo percorso di recupero. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva reagito duramente, definendo la richiesta “ignobile”. La premier aveva inoltre annunciato che l’Italia avrebbe respinto eventuali richieste economiche.
L’intesa diplomatica è stata poi consolidata negli incontri successivi, portando alla conferma definitiva dello stop alle fatture.
Come riportato da Rai News, sulla vicenda è intervenuto anche l’assessore al welfare della Regione Lombardia Guido Bertolaso, che ha commentato: “Non ho mai avuto il minimo dubbio che avrebbero dovuto fare questo passo indietro“. Ha poi aggiunto: “Mi pare questa volta gli italiani abbiano dimostrato di essere sicuramente un esempio“, sottolineando come la soluzione sia arrivata anche grazie al lavoro congiunto tra diplomazia e confronto istituzionale.
Crans-Montana e fatture a famiglie dei feriti, la svolta: annuncio della Svizzera a Mattarella
Come riportato dall’Adnkronos, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha accolto oggi, martedì 5 maggio, al Quirinale il presidente della Confederazione Svizzera Guy Parmelin, intrattenendolo a colazione in un clima di confronto istituzionale. Nel corso del colloquio, il leader svizzero avrebbe ribadito che non verranno più recapitate alle famiglie dei feriti le richieste di pagamento per le cure mediche legate alla tragedia di Crans-Montana, confermando quanto già comunicato il giorno precedente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni durante il vertice della Comunità politica europea a Yerevan.
Parmelin aveva già spiegato la posizione elvetica affermando: “Ho confermato a Meloni – aveva scritto il presidente della Svizzera – che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti“.
L’incontro odierno al Quirinale ha dunque consolidato l’intesa politica sullo stop alle richieste economiche, già anticipata da Palazzo Chigi. In questo contesto, i due capi di Stato hanno anche condiviso una riflessione più ampia sullo scenario internazionale, ribadendo l’importanza di cooperazione e mediazione per la promozione della pace.