Un’inchiesta della Procura di Roma ha portato a un provvedimento drastico: tre agenti della polizia penitenziaria sono stati interdetti dal servizio per dodici mesi a seguito di gravi accuse di violenze e torture ai danni di dodici minorenni detenuti presso l’Istituto penale per minorenni di Casal del Marmo.
Le indagini, avviate dalla Procura capitolina si basano sulle testimonianze delle presunte vittime, che hanno raccontato episodi di violenza e torture subiti all’interno del penitenziario.
Il Gip ha emesso il provvedimento interdittivo dopo aver raccolto e valutato le dichiarazioni dei giovani detenuti.
Le denunce di Antigone e il Dipartimento per la Giustizia Minorile
La vicenda ha radici profonde: già nel luglio 2025 l’associazione Antigone che si occupa dei diritti delle persone detenute, aveva presentato un esposto alle autorità competenti.
“Già nel luglio 2025 avevamo presentato un esposto”, ha dichiarato l’organizzazione, che aveva segnalato gli episodi anche al Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità.
Il Dipartimento, dopo aver ricevuto le segnalazioni, aveva presentato due denunce per fare chiarezza su quanto sarebbe avvenuto all’interno di Casal del Marmo. Queste denunce hanno contribuito a innescare l’inchiesta della Procura di Roma, che ha portato alla luce le gravi violazioni.
Il provvedimento del Gip e le testimonianze dei minorenni
Il provvedimento del Gip rappresenta uno degli sviluppi più significativi dell’inchiesta. Le testimonianze dei ragazzi detenuti sono state fondamentali per la decisione di interdire i tre agenti dal servizio per un anno. Le dichiarazioni delle presunte vittime hanno fornito elementi concreti sugli episodi di violenza e torture.
Le indagini proseguono per stabilire con precisione cosa sia realmente accaduto nell’istituto penale per minorenni e per accertare le eventuali responsabilità individuali. Le testimonianze raccolte rappresentano un punto di partenza cruciale per comprendere la gravità della situazione.
La vicenda di Casal del Marmo solleva interrogativi importanti sul trattamento dei minorenni detenuti e sulla necessità di garantire condizioni di sicurezza e rispetto all’interno degli istituti penali. Le istituzioni coinvolte continuano a lavorare per fare luce su quanto accaduto e per assicurare che simili episodi non si ripetano.
