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Sorelle ritrovate a Formia, i dettagli sulla segregazione: "Stavano tutto in giorno chiuse in camera"

Sorelle ritrovate a Formia, i dettagli sulla segregazione: "Stavano tutto in giorno chiuse in camera"

Ritrovate a Formia le due sorelle scomparse: tre arresti e un’indagine per sequestro aggravato. Tutti gli ultimi sviluppi sul caso.

Dopo il ritrovamento delle due sorelle a Formia, le indagini hanno subito un’accelerazione decisiva con l’esecuzione di tre arresti e un’indagine a piede libero per il presunto coinvolgimento nel loro allontanamento dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena. Gli investigatori hanno ricostruito la rete di ospitalità e gli spostamenti successivi alla scomparsa, mentre le minori, trovate in buone condizioni di salute, sono state trasferite in una struttura protetta nel Lazio.

Parallelamente, il caso ha fatto emergere ulteriori dettagli sull’indagine, tra cui gli elementi che hanno permesso di localizzarle e le posizioni dei familiari coinvolti.

Il ritrovamento delle due sorelle a Formia e lo sviluppo delle indagini

Come riportato da Tgcom24, tre persone sarebbero state arrestate e condotte in carcere, mentre una quarta risulterebbe indagata a piede libero, con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso in relazione all’allontanamento di due sorelle dalla casa-famiglia di Civitella Alfedena, avvenuto tra la notte del 6 e 7 giugno.

Le minori sono state poi rintracciate nella serata di domenica 21 giugno a Formia, dove si trovavano ospitate presso un’abitazione privata. I provvedimenti hanno riguardato la madre, Valentina D’Acunto, il suo compagno, Vincenzo Esposito, e il nonno delle ragazze, Marco D’Acunto, mentre una zia materna è indagata per averle ospitate per diversi giorni.

La ricostruzione investigativa ha evidenziato un elemento decisivo legato a una comunicazione telefonica: secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angelo, “Tra i tanti difetti della mamma – c’era anche quello di mantenere il controllo.

Non poteva rimanere giorni e giorni senza contattare le figlie“. Questo dettaglio ha permesso agli inquirenti di localizzare le due minori e organizzare l’intervento. Al momento del ritrovamento, le ragazze sono apparse in condizioni fisiche buone e sono state trasferite in una struttura protetta nel Lazio.

Il caso delle sorelle ritrovate a Formia, emergono dettagli sulla loro segregazione

Stando alle indiscrezioni di Tgcom24, durante le verifiche successive al blitz, il procuratore D’Angelo ha descritto anche il momento del ritrovamento: “Provo dentro di me il dolore del colloquio che ho avuto con loro perché sono stato la seconda, terza persona che ha parlato con loro dopo le due carabiniere. Quando le abbiamo trovate le due sorelle non hanno fatto salti di gioia, si sono chiuse nella stanza dove avevano vissuto fino ad allora“. Le condizioni in cui le minori sarebbero state trovate sono state sintetizzate in modo ancora più diretto: “Le ragazzine segregate in una stanza, non potevano uscire né aprire le persiane. Potevano solo vedere la tv“. In seguito, le due sorelle avrebbero espresso la volontà di restare con la madre, dichiarando: “Vogliamo stare con la mamma“.

La zia materna, coinvolta nell’indagine, ha fornito la propria versione dei fatti al Messaggero, sostenendo: “Mi hanno messo in mezzo, sono sola e mi hanno fregato. Io volevo solo aiutare, volevo che le bambine stessero bene e che tornassero con la mamma“. Ha poi aggiunto: “Il nonno e il compagno della mamma me le hanno portate alle 4 del mattino, ma già dal giorno prima mi avevano detto che sarebbero arrivate. Non sapevo quanto sarebbero restate, mesi forse per quanto cibo mi hanno portato. Loro stavano tutto in giorno chiuse in camera, uscivano solo a mezzogiorno per fare pranzo“. E ancora: “Io l’ho fatto per le bambine. A me quell’uomo (il padre) non piaceva, non volevo che stessero con lui. L’ho fatto perché sono parenti di mio marito: se fosse stato vivo lo avrebbe fatto anche lui. Io quelle bambine non le avevo mai viste prima. Andava bene anche stare ai domiciliari, io avrei rischiato per loro. Speravo solo che non ci fossero conseguenze“.

Dopo il ritrovamento, il padre delle due ragazze, Stefano Di Giacinto, ha avuto un forte momento di crollo emotivo ed è stato portato in ospedale. Successivamente ha scritto sui social: “Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia preoccupazione ma mai ho pensato in negativo. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero” e ancora “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai. Dieci anni di battaglie con lieto fine. Diamo tempo alle ragazze di riprendersi gli anni che qualcuno ha negato loro di potersi godere. Papà c’è. Vi amo“.

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