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Due sorelle ritrovate a Formia, fermati madre, compagno e nonno: i dettagli dell'indagine

Due sorelle ritrovate a Formia, fermati madre, compagno e nonno: i dettagli dell'indagine

Due sorelle di 12 e 16 anni, scomparse dalla casa famiglia di Civitella Alfedena nella notte tra il 6 e il 7 giugno, sono state rintracciate la sera del 21 giugno a Formia; tre persone, tra cui la madre, sono state fermate con l'accusa di sequestro di persona aggravato in concorso

Nella notte tra il 6 e il 7 giugno due sorelle di 12 e 16 anni, ospiti di una casa famiglia a Civitella Alfedena (L’Aquila), si sono allontanate senza dare notizie. Dopo quattordici giorni di ricerche coordinate, le ragazze, identificate come Sarah e Alisyasono state ritrovate nella serata del 21 giugno a Formianel quartiere di Rio Fresco.

Le indagini, condotte in sinergia tra più uffici giudiziari e reparti dell’Arma, hanno portato all’arresto di tre persone ritenute responsabili del loro allontanamento.

Fermi e interrogatori: chi sono i tre indagati

La Procura di Sulmona ha disposto il fermo per Valentina Dacunto (madre delle due ragazze), il compagno della donna Vincenzo Esposito e il nonno delle minori, Marco Dacuntocon l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso.

La donna si trova in carcere a Teramomentre il compagno e il nonno sono stati tradotti in carcere a Sulmona.

Gli indagati sono stati ascoltati nella notte negli uffici del procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D’Angeloe poi trasferiti nelle strutture carcerarie. La Procura ha a disposizione il termine di 48 ore per richiedere la convalida del fermo al giudice; in questo intervallo gli indagati possono esercitare le proprie difese.

Le autorità hanno inoltre annunciato che gli accertamenti proseguono per verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone nei fatti.

Esiti delle indagini preliminari

Nel corso delle attività investigative sono state eseguite perquisizioni e verifiche su possibili riferimenti tra le province coinvolte. È stata segnalata come indagata a piede libero un’anziana ottantenne in cui le ragazze erano state trovate a casa, indicata come una lontana parente della madre. Le autorità hanno precisato che le indagini continueranno per chiarire le circostanze precise dell’allontanamento e del successivo trasferimento delle due minori in Lazio.

Ritrovamento a Formia e reazioni della famiglia e delle istituzioni

Le due sorelle sono state individuate la sera del 21 giugno in un’abitazione di Formia dove si trovavano con la parente ottantenne. Secondo quanto reso noto dalle autorità, le ragazze sono in buone condizioni di salute e sono state trasferite in una struttura protetta nel Lazio per essere assistite. L’operazione di rintraccio è stata condotta con il coordinamento del procuratore capo di Sulmona, Luciano D’Angeloe con l’intervento dei carabinieri dei comandi provinciali dell’Aquila e di Latina insieme ai reparti speciali.

All’uscita dall’appartamento, nel quartiere di Rio Frescosi è creata un’atmosfera carica di emozione: molte persone presenti sul posto hanno applaudito, anche in segno di riconoscimento verso i militari che hanno eseguito l’intervento. Il padre delle ragazze, Stefano Di Giacintoha avuto un malore dovuto alla forte emozione e è stato accompagnato in ospedale; per lui è stato riportato testualmente che “ha avuto un crollo dovuto alla forte emozione“.

Dichiarazioni pubbliche e tutela delle minori

Immediatamente dopo il ritrovamento, il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelliha sottolineato la priorità della sicurezza delle ragazze e ha annunciato la collaborazione con i servizi sociali per la loro collocazione in un luogo protetto. Il padre ha scritto sui social parole di sollievo rivolte alle figlie: “Siete stati tantissimi a darmi la forza di andare avanti e di non mollare mai” e “Papà c’è. Vi amo“, mentre ha ricordato che si tratta di un nuovo inizio dopo un periodo difficile.

Le indagini continueranno anche alla luce delle attività effettuate dalla Procura di Cassino e dalla Procura di Sulmona, con il coordinamento tra gli uffici e le forze dell’ordine coinvolte. È stato ribadito che “prima di tutto la sicurezza delle ragazze” resta l’obiettivo principale durante le verifiche in corso.

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