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Negoziati tecnici Usa-Iran in Svizzera e ringraziamenti di Pezeshkian in Pakistan

Negoziati tecnici Usa-Iran in Svizzera e ringraziamenti di Pezeshkian in Pakistan

La Svizzera ospita un nuovo round di colloqui tecnici tra Stati Uniti e Iran con mediatori regionali; il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si recherà in Pakistan per esprimere apprezzamento alla mediazione di Shehbaz Sharif e l'Iran ha accettato il ritorno degli ispettori dell'AIEA

La tensione diplomatica fra Washington e Teheran ha assunto questa settimana un profilo negoziale con un nuovo ciclo di incontri tecnici svolti in Svizzera, dove delegazioni di entrambe le parti si sono sedute attorno a tavoli che prevedono la presenza di mediatori regionali. Il vicepresidente statunitense JD Vance ha annunciato che i colloqui proseguiranno “nei prossimi giorni e nelle prossime settimane” dopo che la delegazione iraniana ha lasciato la località svizzera di Burgenstock.

In parallelo, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha programmato una visita in Pakistan per esprimere riconoscenza nei confronti del primo ministro Shehbaz Sharif per la sua mediazione.

Dettagli sui negoziati a Burgenstock e ruolo dei mediatori

Il confronto tecnico a quattro ha visto la partecipazione di rappresentanti degli Stati Uniti e dell’Iran insieme a delegazioni del Pakistan e del Qatar.

La sessione iniziale, della durata documentata di 80 minuti si è concentrata più sull’attuazione del memorandum d’intesa che su negoziazioni dirette sul programma nucleare iraniano. Fonti del negoziato hanno indicato che l’obiettivo immediato include il monitoraggio delle disposizioni già concordate e la gestione di temi regionali come la situazione in Libano.

La delegazione iraniana, arrivata in Svizzera sabato sera comprendeva figure istituzionali di rilievo come il presidente del Parlamento Bagher Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Dal versante statunitense la presenza è stata guidata da JD Vance. Le trattative hanno incluso anche incontri bilaterali con le delegazioni di Pakistan e Qatar in qualità di mediatori, e sono proseguite con tavoli quadrilaterali volti a costruire un’intesa attuativa del memorandum.

Impegni verificabili e strumenti tecnici

Nel corso dei colloqui è stata ribadita la disponibilità iraniana al ritorno degli ispettori dell’AIEA elemento che rappresenta una componente tecnica della verifica degli impegni sul nucleare. Parallelamente, sono stati affrontati aspetti pratici come la restituzione di asset congelati e l’eventuale revoca di sanzioni petrolifere, materie connesse all’articolo 13 del memorandum d’intesa citato nelle discussioni. Le parti hanno inoltre istituito gruppi tecnici ed esperti per negoziare disposizioni di un accordo definitivo e per monitorarne l’implementazione.

Questioni regionali: Libano, Stretto di Hormuz e reazioni politiche

Accanto agli aspetti tecnici, i negoziati hanno avuto al centro la crisi in Libano. I raid e le operazioni militari nella regione hanno fatto salire la posta: sono stati segnalati almeno 7 uccisi in attacchi nella Bekaa e in altre aree, un elemento che complica la trattativa sul cessate il fuoco. Le discussioni hanno quindi incluso misure volte a ridurre le ostilità e garanzie relative al comportamento dei cosiddetti proxy nella regione.

Un altro nodo affrontato è il controllo e il transito nello Stretto di Hormuz. È emersa l’indicazione che, per un periodo definito di 60 giorni non saranno applicati dazi di transito, misura annunciata in sede diplomatica per garantire la circolazione commerciale e ridurre le tensioni marittime. Questo punto è strettamente connesso alle richieste iraniane legate alla vendita di petrolio e alle deroghe necessarie per sbloccare i proventi energetici.

Reazioni politiche e dichiarazioni pubbliche

Sul piano delle dichiarazioni ufficiali, leader regionali e internazionali hanno espresso posizioni nette: da un lato la delegazione iraniana ha sottolineato la necessità di impegni concreti e non solo formali; dall’altro, rappresentanti di Israele hanno ribadito la fermezza a impedire qualsiasi acquisizione di arma nucleare da parte dell’Iran. Inoltre, sono state citate prese di posizione su possibili misure economiche o militari qualora alcuni comportamenti regionali non venissero fermati.

Parallelamente alle sedute in Svizzera, il presidente iraniano ha deciso di recarsi in Pakistan il giorno successivo, con l’obiettivo dichiarato di esprimere “apprezzamento per la mediazione con gli Usa” da parte del primo ministro Shehbaz Sharif come indicato da rappresentanti dell’ufficio presidenziale. Questa visita ribadisce il ruolo attivo dei mediatori regionali nel sostenere la prosecuzione dei colloqui tecnici e nel cercare di tradurre in pratica gli accordi preliminari raggiunti.

Il prosieguo delle consultazioni è atteso nei prossimi giorni e settimane, con gruppi di lavoro che dovrebbero continuare a negoziare i dettagli tecnici necessari per trasformare le intese in misure verificabili e applicabili. Nel frattempo, i nodi rimangono legati alla sicurezza regionale in Libano, al libero passaggio nello Stretto di Hormuz e alla restituzione e all’accesso agli asset finanziari soggetti a congelamento.

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Aggiornato 15:22 CEST