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Caso Garlasco, trovati elementi vicino a casa Poggi: ipotesi depistaggio

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Il delitto di Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto 2007, torna al centro dell’attenzione con nuovi sviluppi e ricostruzioni investigative.

Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, sono stati rinvenuti elementi compatibili con possibili segnali di depistaggio nei pressi della villetta dove la giovane fu uccisa, rilanciando dubbi sulla ricostruzione ufficiale e sulle piste seguite negli anni successivi.

Bicicletta e tracce nei pressi della villetta

Tra gli oggetti che hanno attirato l’attenzione degli investigatori e degli esperti figurerebbe una bicicletta nera da donna, segnalata come comparsa nei pressi della casa dei Poggi il giorno dell’omicidio e ritrovata in seguito tra le sterpaglie di una vicina strada di campagna.

La presenza di questo mezzo, insieme ad altri elementi ritrovati in un canale, ha suscitato interrogativi sul fatto che tali tracce possano essere state messe lì con l’intento di deviare l’attenzione delle indagini.

Secondo alcune ricostruzioni, nella regione attorno alla villetta di via Pascoli vi sarebbero stati rinvenimenti non formalizzati correttamente all’epoca, come il ritrovamento della bicicletta senza che venissero redatti verbali o sequestri ufficiali, stante la mancanza di documentazione formale degli elementi associati alla scena del crimine.

Depistaggio: le ipotesi riemergono

I dubbi sugli sviluppi dell’indagine non sono nuovi. Nel corso degli anni la vicenda ha subito riaperture investigative, perizie e analisi su nuovi reperti, tra cui il DNA trovato sotto le unghie della vittima e altri oggetti rinvenuti successivamente in aree adiacenti. Recenti analisi scientifiche e tecnologie di rilievo tridimensionale sulle scene del crimine sono state utilizzate per riconsiderare la dinamica dell’omicidio.

Questo nuovo elemento accende nuovamente il dibattito su possibili manomissioni o inserimenti successivi di prove, ritenuti da alcuni esperti e commentatori “segni di depistaggio”, ossia di tentativi di deviare o confondere l’orientamento investigativo rispetto alla dinamica reale dell’evento.

Un caso che resta aperto

Il delitto di Garlasco è uno dei casi di cronaca nera più dibattuti degli ultimi decenni in Italia. La condanna definitiva a 16 anni di carcere per Alberto Stasi, fidanzato di Chiara all’epoca dei fatti, non ha impedito la riapertura di accertamenti successivi, con l’iscrizione nel registro degli indagati di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, nell’ambito di una nuova fase d’indagine.

Le discussioni pubbliche e mediatiche attorno alla vicenda — con consulenze scientifiche, testimonianze e nuove piste investigative — riflettono la complessità e l’incertezza che ancora circondano una delle storie giudiziarie più intricate della recente storia italiana.