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Caso Orlandi, verità sulla “tratta delle bianche”: cosa emerge dalla relazione della Commissione bicamerale

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Caso Orlandi: la verità sulla “tratta delle bianche” e le conclusioni della Commissione sulle presunte scomparse degli anni ’80.

Tra i casi più discussi della cronaca italiana degli anni ’80 c’è la cosiddetta “tratta delle bianche”, una presunta rete legata alla scomparsa di decine di ragazze a Roma. Per anni questo scenario è stato evocato anche nelle ipotesi investigative sui casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi. Tuttavia, le recenti conclusioni della Commissione parlamentare d’inchiesta hanno messo in dubbio l’esistenza stessa di un fenomeno organizzato, ridimensionando quella pista alla luce delle verifiche sui singoli casi: ecco la verità.

La presunta pista della “tratta delle bianche”: le verifiche investigative e i dubbi ancora non chiariti

L’analisi degli atti ha incluso una ricognizione approfondita delle denunce dell’epoca e dei controlli effettuati dalle forze dell’ordine. Gli accertamenti incrociati tra banche dati e archivi investigativi avrebbero evidenziato che “la quasi totalità delle ragazze indicate come scomparse” risultava poi “rintracciata, rientrata nel contesto familiare o comunque oggetto di accertamenti idonei a escludere la permanenza di una condizione di scomparsa”.

Come sottolineato dall’Ansa, anche il deputato Roberto Morassut ha sottolineato il senso del lavoro svolto, osservando che, pur non esistendo una rete criminale unitaria, restano casi con motivazioni non del tutto chiarite: “nella comprovata assenza delle 177 sparizioni albergano casi di ‘allontanamento volontario’ o anche presumibilmente forzato”.

Caso Orlandi, la verità che cambia tutto: addio pista tratta delle bianche

Come riportato dall’Ansa, la cosiddetta “tratta delle bianche”, spesso richiamata per spiegare le scomparse di 177 giovani ragazze a Roma tra il 1982 e il 1983 e collegata in alcune ricostruzioni anche ai casi di Mirella Gregori ed Emanuela Orlandi, è stata esclusa dalla prima relazione della Commissione bicamerale d’inchiesta. Il documento, approvato all’unanimità, stabilisce che tale fenomeno “non ha prodotto riscontri utili a sostenere l’esistenza di un’azione criminosa unitaria”. Secondo le verifiche, le presunte scomparse non configurano un disegno organizzato: “tutte le ragazze sono state identificate” e “nessuna di queste è stata rapita o uccisa”, ma si parla piuttosto di “allontanamenti volontari”.

Stando a quanto riportato da Today, la Commissione, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, avrebbe inoltre chiarito che il numero complessivo è stato ricalcolato a 176 casi per una sovrapposizione anagrafica. In sostanza, la pista della “tratta” viene archiviata come non supportata dai dati raccolti.