> > Catherine apre al dialogo: udienza per il ricongiungimento il 21 aprile

Catherine apre al dialogo: udienza per il ricongiungimento il 21 aprile

catherine apre al dialogo udienza per il ricongiungimento il 21 aprile 1774463505

Dopo l'incontro con il presidente del Senato, Catherine mostra disponibilità; intanto l'appello per il ricongiungimento è calendarizzato per il 21 aprile

La vicenda della cosiddetta famiglia del bosco continua a muoversi tra aperture e tensioni: dopo l’Incontro istituzionale con il presidente del Senato Ignazio La Russa, la coppia ha mostrato segnali di maggiore disponibilità a collaborare con le autorità. È stata fissata per il 21 aprile l’udienza davanti alla Corte d’Appello minorile dell’Aquila che deciderà sulle istanze di ricongiungimento familiare promosse dai legali di Nathan Trevallion e Catherine Birmingham.

Catherine e Nathan hanno letto una lettera alla presenza delle istituzioni, ribadendo di aver scelto l’Italia per i valori che volevano trasmettere ai figli: famiglia, amore e una vita più naturale. La donna, fino a poco tempo fa riluttante nel dialogo con magistrati e assistenti sociali, ha dichiarato di non voler più confliggere e di accettare le richieste avanzate dai servizi, segnando un cambiamento nella gestione della controversia che, comunque, rimane complessa.

La nuova sistemazione e i tempi previsti

Il Comune di Palmoli ha messo a disposizione della coppia un appartamento dotato di impianto solare e con utenze coperte, situato nelle immediate vicinanze della scuola locale. La soluzione abitativa — un immobile che in passato ospitava il custode dello stadio — è considerata idonea per ricostruire una routine familiare, e il trasferimento è previsto per la metà di aprile, se tutto procederà secondo i piani amministrativi e giudiziari. L’ubicazione faciliterebbe la ripresa dei contatti quotidiani in un contesto meno isolato rispetto alla precedente condizione della coppia.

Il ruolo del padre e il percorso proposto

Nathan ha mantenuto un rapporto costante con gli operatori, incontrando regolarmente l’assistente sociale, la tutrice e la curatrice dei bambini, e si è detto disponibile ad accogliere proposte riguardo a scuola e salute. È stato anche grazie alla sua apertura che è stata individuata una nuova casa, messa a disposizione in comodato d’uso gratuito. Nei mesi scorsi alla coppia era stato consentito un periodo in prossimità dei figli presso la casa famiglia di Vasto, ma la responsabilità genitoriale è stata sospesa a seguito delle misure adottate lo scorso novembre, con conseguente collocamento dei bambini in struttura protetta.

Il contrasto tra valutazioni diverse

Nonostante i segnali di distensione all’interno della coppia, permane un acceso confronto tecnico tra i servizi sociali e i periti della famiglia. Il personale della casa famiglia riferisce di un apparente adattamento dei minori alle nuove condizioni, sottolineando risorse di resilienza e competenze di base emerse nei bambini. Questa lettura enfatizza un processo di ambientamento e la possibilità di un reinserimento graduale sotto la supervisione degli operatori.

Cosa sostengono i periti di parte

I periti incaricati dalla difesa, il professor Tonino Cantelmi e la dottoressa Martina Aiello, mettono invece in guardia su un quadro psicologico più complesso: secondo le loro osservazioni la separazione dalla madre avrebbe determinato un evento di forte impatto, inserito in una situazione di sofferenza preesistente. Essi descrivono l’apparente quiete dei bambini come un segnale di sovraccarico emotivo, non come un autentico recupero, sostenendo che il sistema affettivo dei minori si stia proteggendo riducendo i contatti che potrebbero riaprire ferite o causare ulteriori perdite.

Prospettive e attese in vista dell’udienza

Con l’appuntamento del 21 aprile all’ordine del giorno, l’esito della controversia dipenderà sia dalle valutazioni tecniche che dall’orientamento della Corte d’Appello. Sono attesi colloqui con la CTU e approfondimenti sul percorso di tutela più adeguato per i due gemellini di 7 anni e la bambina di 8 ospitati nella struttura di Vasto, dove sono stati collocati a seguito delle misure di novembre. Il nodo rimane l’equilibrio tra il diritto dei minori a una stabile quotidianità insieme ai genitori e la necessità di garantire una tutela effettiva in presenza di segnali di disagio.