Il “cecchino di Prati” così lo avevano soprannominato gli inquirenti dopo i recenti casi in cui aveva sparato a delle donne dalla finestra di casa sua. L’uomo ha quindi deciso che non sarebbe più stato necessario nascondersi e quindi ha deciso di svelare la propria identità mettendo fine alla situazione difficile che si stava creando nel quartiere.
Nel quartiere nessuno lo conosceva
Il “cecchino di Prati” ha finalmente un nome, si chiama Edoardo Crescimanno Ciardiello, ha 50 anni e vive in via della Giuliana, proprio alla finestra di fronte a cui l’ultima donna, Cristina Stillitano è rimasta colpita.
Nessuno sospettava la sua figura tra i possibili indiziati, la stessa vittima ha ammesso di non conoscerlo e che aveva altri sospetti per quanto si è verificato, difatti la sua identità è poco nota in zona anche perché l’uomo è sempre stato molto solitario.
Sui social postava foto di cene con gli amici, paesaggi notturni ma anche scatti fatti tramite l’Intelligenza Artificiale.
“Sparavo per divertimento”
Ciardiello appena è stato preso in custodia dalle forze dell’ordine ha spiegato perché ha deciso di sparare alle donne dalla sua finestra.
Aveva da poco perso il lavoro e utilizzava la sua carabina ad aria compressa, ispirandosi molto probabilmente al tiratore turco Yusuf Dikec, di cui aveva postato anche un contenuto AI sui social, per divertimento, senza una reale motivazione, come riporta Leggo.it.
Nel quartiere in pochi hanno avuto interazioni con lui, tra questi un gestore di un ristorante che lo ha descritto come “trasandato” dandogli 20 euro perché andasse via, non era una persona cattiva ma solo una persona in seria difficoltà.
La famiglia dell’uomo non si spiega come sia stato in grado di compiere gesti del genere, non ha mai dato segnali di quel tipo. La speranza degli inquirenti è che maggiori verità possano emergere dai prossimi interrogatori.
