Si sono concluse nel peggiore dei modi le ricerche di Noah Woods, il bambino di tre anni scomparso nel Suffolk: il suo corpo è stato trovato nel Decoy Pond, a poca distanza dal parco giochi in cui era stato visto per l’ultima volta.
Suffolk, bimbo di 3 anni scomparso dal parco: trovato morto in uno stagno
Si sono concluse tragicamente le ricerche di Noah Woods, il bambino di tre anni scomparso martedì 15 settembre a Brantham, nel Suffolk. Nel pomeriggio di mercoledì, le squadre impegnate nelle operazioni hanno recuperato il corpo di un bambino dal Decoy Pond, uno stagno situato poco distante dal parco giochi di Merriam Close dove il piccolo era stato visto per l’ultima volta.
Al momento non ci sono elementi che facciano pensare a un episodio criminale: la polizia considera infatti il ritrovamento non sospetto, anche se le circostanze della morte restano da accertare. Il caso sarà sottoposto all’attenzione del medico legale, che dovrà contribuire a ricostruire quanto accaduto.
La scomparsa dal parco e la grande mobilitazione per ritrovare Noah
L’ultimo avvistamento certo di Noah risaliva alle 14:37 di martedì, quando le telecamere del parco giochi lo avevano ripreso poco prima che si separasse dal parente con cui si trovava. Secondo la ricostruzione della polizia, il bambino si sarebbe allontanato correndo lungo un vicolo in direzione di una vicina zona residenziale. Noah, un bambino con capelli rossi e ricci, era autistico, non verbale e con una perdita parziale dell’udito: condizioni che avevano reso particolarmente difficili le ricerche, perché non avrebbe necessariamente risposto sentendo chiamare il proprio nome.
Al momento della scomparsa indossava una maglietta bianca di Bluey, pantaloncini e scarpe da ginnastica. Fin dalle prime ore gli investigatori avevano concentrato l’attenzione anche sul Decoy Pond, facendo intervenire squadre specializzate di sommozzatori. Le operazioni hanno coinvolto unità cinofile, elicotteri, Guardia costiera, vigili del fuoco, squadre di ricerca e soccorso e strumenti per le rilevazioni termiche, mentre gli agenti hanno controllato abitazioni, giardini, capanni, garage e immagini provenienti da telecamere di sicurezza e dashcam.
Era stata monitorata anche la vicina linea ferroviaria, con l’invito alla popolazione a non avvicinarsi ai binari. La scomparsa aveva mobilitato l’intera comunità: secondo i dati riportati dopo il ritrovamento, circa 1.300 volontari hanno preso parte alle ricerche, con il centro ricreativo di Brantham trasformato in uno dei punti di coordinamento. La polizia aveva inoltre raccolto segnalazioni e passato al setaccio filmati di videosorveglianza, senza trovare elementi che indicassero un rapimento o un’altra azione criminale. Dopo il ritrovamento, resta ora da chiarire come Noah abbia raggiunto lo stagno e cosa sia accaduto nelle ore successive alla sua scomparsa.
