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Brescia, sospetta salmonella nelle mense scolastiche: 89 casi e bambini ricoverati

Brescia, sospetta salmonella nelle mense scolastiche: 89 casi e bambini ricoverati

Salmonella nelle scuole a Brescia, salgono a 89 i casi: 14 bambini ricoverati, accertamenti in corso sull’origine del focolaio.

Cresce il bilancio del focolaio di gastroenterite nelle scuole della Val Trompia, nel Bresciano: sono 89 le persone con sintomi e 14 i bambini ricoverati. I primi esami hanno rilevato casi di Salmonella, mentre sono ancora in corso gli accertamenti per individuare l’origine della contaminazione.

Sospetta salmonella nelle scuole del Bresciano: 89 casi, ricoverati 14 bambini

Come riportato da Brescia Today, sono salite a 89 le persone che hanno manifestato disturbi gastrointestinali nell’ambito del focolaio che ha interessato diversi nidi, scuole dell’infanzia e primarie della Val Trompia, nel Bresciano. I casi riguardano soprattutto i territori di Concesio, Marcheno e Gardone Val Trompia, comprese alcune frazioni, e coinvolgono sia bambini sia adulti, tra cui alcuni lavoratori delle mense scolastiche.

I sintomi, comparsi principalmente tra l’11 e il 13 settembre, comprendono vomito, diarrea, febbre e dolori addominali. Sono 14 i bambini ancora ricoverati, nove agli Spedali Civili di Brescia e cinque alla Poliambulanza: secondo Ats, le loro condizioni risultano stabili o in miglioramento. Dai primi esami effettuati in ospedale sarebbe stata confermata in alcuni pazienti la presenza di Salmonella, elemento che indirizza gli accertamenti senza però consentire, al momento, di stabilire con certezza l’origine dell’infezione.

Analisi sui pasti ancora in corso, fermato il centro cottura a Brescia

Resta infatti da chiarire se il batterio sia presente anche negli alimenti distribuiti nelle scuole nei giorni precedenti alla comparsa dei sintomi. Sono in corso gli esami sui campioni di cibo e Ats Brescia ha precisato che i risultati saranno disponibili tra qualche giorno: sarà necessario verificare anche se il microrganismo eventualmente isolato negli alimenti corrisponda a quello individuato nei pazienti.

Sotto osservazione c’è inoltre il centro cottura che aveva preparato 219 pasti il 10 settembre e 210 l’11 settembre, struttura ferma dal 14 settembre. Da allora, ha spiegato Ats, i pasti destinati alle scuole della zona vengono prodotti in centri non interessati dalla vicenda. Proseguono intanto le verifiche di Ats e Nas per ricostruire la possibile origine della contaminazione e accertare eventuali responsabilità. Anche Cgil e Filcams Cgil Brescia hanno espresso preoccupazione per i lavoratori coinvolti e chiesto che vengano adottate tutte le misure preventive necessarie in attesa della conclusione degli accertamenti.

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