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Rabbino aggredito in strada a Milano, Meloni: “Episodio vile e inaccettabile”

Rabbino aggredito in strada a Milano, Meloni: “Episodio vile e inaccettabile”

Rabbino aggredito a Milano mentre aspetta il bus: dura condanna della politica e solidarietà alla Comunità ebraica.

Un rabbino di circa 60 anni è stato aggredito a Milano, nel quartiere Bande Nere, mentre aspettava l’autobus. L’uomo sarebbe stato insultato, colpito con calci e pugni e umiliato da tre persone, poi individuate dalla polizia. L’episodio ha suscitato la condanna delle istituzioni e numerosi messaggi di solidarietà alla Comunità ebraica milanese.

Rabbino aggredito a Milano mentre aspetta il bus: tre uomini individuati dalla polizia

Un rabbino di circa 60 anni della Comunità ebraica di Milano è stato aggredito nel pomeriggio di mercoledì 16 settembre mentre si trovava alla fermata dell’autobus in piazzale Bande Nere, nella zona ovest della città. Secondo la ricostruzione, l’uomo sarebbe stato inizialmente insultato e spintonato, fino a cadere a terra, per poi essere raggiunto da calci e pugni.

A denunciare pubblicamente quanto accaduto è stato Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica milanese, che ha raccontato: «Una cosa così violenta non è mai successa». Sempre secondo Meghnagi, i tre gli avrebbero tolto il cappello, calpestandolo, e gli avrebbero anche sputato addosso.

Il presidente della Comunità ha riferito che, sulla base delle informazioni ricevute, si tratterebbe di tre persone di origine araba.

La vittima è riuscita però a fotografare e filmare gli uomini mentre si allontanavano in direzione della metropolitana, materiale che ha contribuito al loro rapido rintraccio. Dopo la chiamata alla polizia, gli agenti hanno individuato il gruppo poco distante e lo hanno accompagnato negli uffici per l’identificazione; la posizione dei tre è ora al vaglio degli investigatori. Il rabbino ha quindi formalizzato la denuncia. Meghnagi ha espresso forte preoccupazione per l’accaduto: «Mi vergogno del mio Paese se posso dirlo», ricordando che l’uomo stava semplicemente aspettando l’autobus e sarebbe stato riconosciuto come ebreo dal suo abbigliamento.

Le reazioni dopo l’aggressione al rabbino a Milano: solidarietà dalla politica e dalle istituzioni

L’episodio ha provocato numerose reazioni istituzionali. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al rabbino e alla Comunità ebraica milanese, definendo quanto avvenuto «Un episodio vile e inaccettabile, che condanno con la massima fermezza. L’odio antisemita è una piaga che non possiamo e non vogliamo tollerare in alcuna forma e che continueremo a contrastare con determinazione» e ribadendo la volontà del governo di contrastare l’antisemitismo. Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha parlato di un fatto grave, sottolineando la necessità di accertarne dinamica e responsabilità e di non lasciare spazio a intolleranza e violenza.

Il vicepremier Matteo Salvini ha affidato ai social la propria condanna, definendo l’accaduto «Gravissimo. Terribile. Inaccettabile. Scene di odio e violenza antisemita che pensavamo fossero state consegnate per sempre alla storia, e che invece tornano drammaticamente nelle nostre città. Da mesi denunciamo un clima di crescente antisemitismo, troppo spesso sottovalutato, giustificato o alimentato anche da certe parti politiche con parole e ambiguità pericolose. Non possiamo e non dobbiamo abituarci a tutto questo».

Solidarietà è arrivata anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli, che ha chiesto una risposta istituzionale e politica compatta di fronte agli episodi a sfondo antisemita. Sul caso è intervenuto infine Pierfrancesco Majorino, capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia, che ha definito l’aggressione grave e vergognosa, aggiungendo: «Nella nostra città non c’è spazio per l’odio».

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