Paura a Prato, dove don Giorgio, viceparroco di Santa Maria del Soccorso, sarebbe stato minacciato di morte e aggredito mentre filmava una situazione di degrado davanti alla chiesa. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza nel quartiere.
Viceparroco minacciato di morte e colpito con una sedia: il caso a Prato
Minacce di morte, lattine lanciate contro e una sedia scagliata alle gambe.
È quanto sarebbe accaduto nella serata del 9 settembre a don Giorgio, viceparroco della chiesa di Santa Maria del Soccorso, a Prato, mentre cercava di documentare con il cellulare quanto stava avvenendo sotto il portico della parrocchia. Da tempo nella zona vengono segnalati dai residenti bivacchi, consumo di alcol, liti e situazioni di degrado, soprattutto nelle ore serali.
Secondo quanto raccontato dal sacerdote a La Nazione, quella sera sotto il portico si trovavano circa sei persone e alcune sedie di plastica erano state danneggiate. “Dopo la messa sono andato nella mia canonica. C’erano alcuni ragazzi, circa sei, sotto il portico della chiesa con le sedie di plastica. Intorno alle 20 ho sentito battere oggetti, un forte rumore di plastica che veniva rotta.
Uscendo fuori a controllare ho visto che le sedie erano quasi tutte rotte e ho fatto il video con il cellulare“.
A quel punto alcuni dei presenti lo avrebbero raggiunto, intimandogli di smettere di filmare e rivolgendogli minacce. “Nel momento in cui mi hanno visto fare il filmato…mi hanno lanciato prima una lattina di birra contro, che mi ha colpito al petto, e poi una seconda. A quel punto sono scappato, e mentre ero girato di spalle uno di loro mi ha lanciato una sedia di plastica, colpendomi a una gamba“.
Il sacerdote sarebbe riuscito a rifugiarsi nella canonica, mentre all’esterno gli aggressori avrebbero continuato a suonare e colpire il portone. “Per fortuna sono rientrato in canonica in tempo, solo che hanno iniziato a suonare e a battere sul portone per farmi uscire perché avevo fatto il video“.
Don Giorgio ha spiegato che le criticità emergerebbero soprattutto la sera: “La mattina è anche amichevole parlare con loro, ma ogni sera litigano. Ci sono tanti gruppi, pakistani, marocchini, tunisini e africani. Alcuni stanno qui davanti e chiedono l’elemosina senza dare fastidio, ma il problema è quando bevono“. Dell’accaduto sono stati informati i carabinieri e nella zona sono presenti telecamere di videosorveglianza che potrebbero essere utili per ricostruire la dinamica.
Aggressione al viceparroco a Prato, la condanna del vescovo e della Lega
Sull’episodio è intervenuto anche il vescovo di Prato, monsignor Giovanni Nerbini, sottolineando la necessità di conciliare accoglienza e rispetto delle regole. “L’accoglienza è giusta e sacrosanta e appartiene alla missione stessa della Chiesa, ma accogliere non significa rinunciare al rispetto delle regole, della convivenza civile e della sicurezza delle persone. Nessuno può sentirsi autorizzato a intimidire, minacciare o aggredire chi svolge il proprio ministero e cerca di tutelare gli spazi della comunità“.
Come riportato da Firenze Dintorni, solidarietà al sacerdote è arrivata anche da Claudiu Stanasel della Lega di Prato, che ha definito quanto avvenuto “gravissimo“. “Esprimo la mia piena solidarietà a don Giorgio, alla parrocchia di Santa Maria del Soccorso e a tutta la comunità del quartiere. Quanto accaduto nella serata del 9 settembre è gravissimo: un sacerdote è stato minacciato di morte e aggredito mentre cercava di documentare ciò che stava avvenendo davanti alla propria chiesa. Un fatto che non può essere minimizzato e che impone alle istituzioni di interrogarsi su ciò che sta accadendo nel quartiere“.
Secondo l’esponente leghista, le criticità sarebbero però precedenti all’aggressione: “Da anni i residenti denunciano degrado, bivacchi e situazioni di insicurezza e chiedono più controlli e una presenza più efficace delle istituzioni. L’aggressione a don Giorgio dimostra quanto sia diventata urgente una risposta“. Stanasel ha quindi chiesto un rafforzamento dei controlli.
