Un rabbino sessantenne è stato aggredito mentre attendeva l’autobus a Bande Nere, Milano; tre persone sono state fermate e portate in questura per accertamenti. Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2026.
Il fatto ha richiamato l’attenzione per la gravità dell’episodio e per il possibile movente a sfondo religioso e razziale, mettendo al centro il tema dell’antisemitismo nelle città.
La vicenda ha coinvolto la Comunità ebraica locale e suscitato reazioni trasversali da parte dei partiti e delle istituzioni.
Ricostruzione dell’aggressione a Bande Nere
Secondo la denuncia presentata dal rabbino, mentre attendeva l’autobus tre uomini si sono avvicinati, lo hanno insultato e lo hanno colpito ripetutamente. Il presidente della Comunità ebraica, Walker Meghnagi, ha riferito che “una cosa così violenta non è mai successa” e che durante l’aggressione gli aggressori hanno tolto la kippah al religioso.
Il rabbino ha riportato calci e pugni e un colpo ai genitali; non è stato necessario il ricovero ospedaliero ed è andato in questura a formalizzare la denuncia. In un altro passaggio della ricostruzione Meghnagi ha indicato che il rabbino è riuscito a fotografare i sospetti mentre si allontanavano, contribuendo così a una rapida identificazione.
Fermi e indagini della polizia
La polizia ha individuato e fermato tre persone ritenute responsabili; le autorità hanno condotto gli interrogatori in questura per chiarire le responsabilità e il movente. Gli indagati sono stati descritti come “di origine araba” nelle prime fasi dell’accertamento, ma le indagini proseguono per verificare ogni elemento probatorio.
Gli inquirenti stanno esaminando le fotografie scattate dalla vittima e le testimonianze raccolte sul luogo dell’aggressione, mentre si cerca di stabilire eventuali legami con gruppi o precedenti analoghi. La prontezza nel documentare l’episodio ha accelerato la fase iniziale delle verifiche.
Reazioni istituzionali e politiche
La vicenda ha suscitato prese di posizione da più forze politiche. Matteo Salvini, leader della Lega e ministro dei Trasporti, ha definito l’aggressione “inaccettabile” e ha detto che “da mesi denunciamo un clima di crescente antisemitismo, non possiamo aiutarci a tutto questo”.
Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, ha espresso solidarietà e ha dichiarato che “la recrudescenza di violenze a sfondo antisemita esige una risposta istituzionale e politica compatta”. Da Forza Italia, Maurizio Gasparri ha invocato la lotta all’antisemitismo con “coraggio e determinazione”.
Rappresentanti del Partito Democratico, Emanuele Fiano e Pietro Bussolati, hanno sollecitato la prosecuzione dei lavori sul Ddl Antisemitismo; il capogruppo PD in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino, ha espresso “massima solidarietà al rabbino aggredito”. Benedetto Della Vedova di Più Europa ha aderito alle condanne.
Il vicesegretario di Azione, Ettore Rosato, ha affermato che “nessuno deve avere paura di essere riconosciuto come ebreo nelle strade delle nostre città” e che l’antisemitismo va combattuto senza ambiguità. Riccardo De Corato di Fratelli d’Italia ha auspicato che “i responsabili vengano al più presto rintracciati e puniti”. Ignazio La Russa ha definito l’episodio “molto grave”.
Appelli della Comunità e sviluppi parlamentari
Walker Meghnagi ha lanciato un appello al Parlamento sulla necessità di una normativa specifica, affermando: “Chi non vota legge su antisemitismo si svegli”. Il dibattito sul Ddl Antisemitismo è tornato al centro dell’attenzione politica in seguito all’aggressione.
Le autorità mantengono aperta l’inchiesta e comunicano che gli accertamenti proseguiranno per chiarire movente e responsabilità. La notizia è in aggiornamento.
