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Ceuta: com'è la situazione nell'ex-clave spagnola

Ceuta: com'è la situazione nell'ex-clave spagnola

Il percorso dell'ondata migratoria verso Ceuta e il ruolo ormai negativo del governatore spagnolo Pedro Sanchez.

Ceuta l’isola ex-clave in Spagna finita al centro della cronaca europea e mondiale per l’arrivo in massa dei migranti negli ultimi mesi che ne hanno cambiato di fatto i connotati con i cittadini che non ne possono più e i migranti che vorrebbere fosse il punto d’inizio di una nuova vita lontano dal loro paese.

Ceuta, i migranti e un immaginario cambiato

L’immaginario di Ceuta, ex-clave spagnola che fondava la propria economia su attività turistico-marittime si è ritrovata nel giro di pochissimi giorni sommersa da un’ondata migratoria mai vista in così breve tempo.

Sull’isola sono arrivati 70 mila migranti, in gran parte provenienti dal Marocco, arrivati in Spagna dopo che una serie di messaggi partiti dai social aveva annunciato la riapertura delle frontiere spagnole.

L’ondata ha difatto sommerso l’Isola che non era certamente pronta ad un numero così elevato di persone, ma onestamente risulta difficile pensare di trovare un’altra isola o paese pronto.

Dopo gli interventi governativi, arrivati in ritardo gran parte della gente migrante ha fatto ritorno in patria ma restano sul territorio diverse migliaia.

Sanchez e la sua difficilissima posizione

In tutto questo vi è il premier spagnolo Pedro Sanchez che inizialmente aveva sottovalutato il problema, quasi disturbato di aver interrotto le proprie vacanze estive, che lo giudicava come passeggero.

Poi la chiusura degli spazi Schengen in particolare tra la Spagna e l’Italia lo ha portato addirittura a negare la situazione sotto gli occhi di tutti ed ora dato che è sfuggito di mano lo insegue cercandone la risoluzione.

Lo sviluppo della situazione, evolutasi in pochissimi mesi è un monito anche per l’Italia, nazione da anni alle prese con le ondate migratorie dei migranti provenienti dal Mediterraneo.

Basta veramente pochissimo perché la situazione sfugga di mano e quando non se ne avrà, si spera naturalmente di non arrivarci, il controllo allora saranno guai per tutti, sia cittadini che politici.

Occorre quindi massima attenzione e non sottovalutare alcun rischio, applicando leggi adatte alla situazione invitando i migranti a far rientro nelle terre d’origine e a non trovare nel nostro paese un punto di stallo senza speranza.

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