La tragedia di Crans-Montana ha lasciato un segno indelebile nelle famiglie delle giovani vittime italiane, scuotendo le città d’origine dei ragazzi e l’intera comunità. Il rimpatrio dei loro feretri con un volo di Stato ha rappresentato un momento di lutto collettivo, di dolore condiviso e di richiesta di giustizia, unendo il cordoglio privato alla solennità pubblica, culminando nel commovente abbraccio tra i genitori dei due amici milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, vittime del rogo.
Il rimpatrio delle salme nelle città d’origine: Bologna, Genova, Milano e Roma
Dopo la cerimonia a Linate, i feretri hanno iniziato il trasferimento verso le rispettive città. Le salme di Achille Barosi e Chiara Costanzo resteranno a Milano in attesa della camera ardente e dei funerali, mentre quelle di Giovanni Tamburi ed Emanuele Galeppini hanno proseguito verso Bologna e Genova. A Genova, il 17enne Emanuele Galeppini è stato accolto dalla società di onoranze funebri del comune, Asef, e accompagnato alla cappella dei frati cappuccini nel policlinico San Martino.
L’aereo militare con il feretro di Riccardo Minghetti ha invece raggiunto Roma, dove la famiglia ha potuto accogliere il ragazzo nella loro città, chiudendo il percorso di rimpatrio delle sei giovani vittime italiane della tragedia di Crans-Montana.
Chiara Costanzo e Achille Barosi: il commovente abbraccio tra i genitori dei due amici morti nel rogo di Crans-Montana
All’atterraggio del volo di Stato sulla pista dell’aeroporto militare di Linate, un silenzio solenne ha avvolto l’area, interrotto solo dal fruscio dei carri funebri che ricevevano i feretri di legno chiaro dei quattro giovani italiani tragicamente deceduti nella strage di Crans-Montana. Tra i presenti, parenti e autorità si sono raccolti attorno alle bare, insieme ai gonfaloni di Regione, Comune e Città Metropolitana.
Un sacerdote ha impartito la benedizione, mentre i familiari sfioravano i feretri con gesti tremanti di dolore. In un momento di intensa commozione, i genitori dei due amici milanesi, Chiara Costanzo e Achille Barosi, si sono abbracciati stretti, circondati dagli sguardi rispettosi e dalle lacrime dei presenti, in un silenzio carico di cordoglio che ha toccato profondamente tutti i testimoni della scena.
L’ambasciatore d’Italia in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, ha riportato le parole dei familiari: “Le famiglie delle vittime chiedono giustizia”.