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Come l'ospitalità ligure trasforma il Festival di Sanremo in un'esperienza sensoriale

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Sanremo rinnova il proprio ruolo oltre la musica: tra Sardenaira, cocktail mediterranei e iniziative come la Settimana Enogastronomica, la città mette l'identità ligure al centro dell'accoglienza

Sanremo reinventa l’ospitalità territoriale

Quando le telecamere puntano il palco dell’Ariston tra il 24 e il 28, a Sanremo prende forma un fenomeno che supera la sola kermesse canora. Ristoranti, bar, hotel e botteghe storiche reinterpretano le tradizioni locali per valorizzare prodotti e radici del territorio.

Non si tratta esclusivamente di cucina e miscelazione, ma di una strategia di narrazione diffusa che coinvolge le vie della Pigna e le lounge istituzionali. La Settimana Enogastronomica del Festival, in programma dal 20 febbraio al 1, funge da vetrina per questo percorso, combinando qualità delle materie prime e racconto sensoriale delle eccellenze locali. Dal punto di vista del visitatore, l’iniziativa mira a trasformare l’offerta ricettiva in un’esperienza identitaria, con attenzione alla sostenibilità e alla tracciabilità degli ingredienti.

La tradizione che diventa biglietto da visita

Proseguendo nella valorizzazione dell’offerta locale, gli operatori puntano sulla Sardenaira come strumento di accoglienza identitaria. Nel contesto degli eventi e nelle lounge, il prodotto non viene più trattato come semplice snack, ma come elemento distintivo del territorio.

Rispettando il disciplinare De.Co., la ricetta tradizionale con base soffice, pomodoro generoso, aglio e olive taggiasche viene promossa insieme a pratiche di sostenibilità e tracciabilità degli ingredienti. L’obiettivo è offrire un’esperienza coerente con l’immagine della città e con le aspettative dei visitatori.

Dal punto di vista dei ristoratori, la standardizzazione controllata della preparazione facilita la diffusione nei punti accoglienza ufficiali. Gli operatori segnalano inoltre che la valorizzazione del prodotto locale può sostenere le filiere territoriali e migliorare la riconoscibilità dell’offerta gastronomica.

Dal forno allo storytelling

Proseguendo la valorizzazione dell’offerta locale, la proposta gastronomica integra prodotto e racconto. Servire una Sardenaira autentica significa offrire una narrazione che lega la lentezza della lievitazione, le tecniche artigianali e la storia del territorio. Tale approccio trasforma l’assaggio in esperienza culturale per l’ospite internazionale e rafforza la riconoscibilità del prodotto sul mercato.

Mixology e aromi della macchia mediterranea

In parallelo, la mixology locale mira a tradurre il paesaggio in bicchiere. La tendenza individuata per l’aperitivo prevede cocktail che valorizzano gin artigianali e botaniche tipiche, quali pino marittimo, rosmarino, lavanda e finocchietto selvatico. Dal punto di vista del paziente-consumatore, cioè del cliente, questa strategia crea coerenza sensoriale tra cucina e beverage.

Gli agrumi come firma olfattiva

Proseguendo la coerenza sensoriale tra cucina e beverage, le strutture ricettive liguri privilegiano agrumi locali per il welcome drink.

L’uso del Chinotto di Savona e del Limone di Bordighera sostituisce spesso ingredienti d’importazione. Questi agrumi conferiscono note che richiamano mare e sole. Il cocktail iniziale funge da anteprima olfattiva del territorio e prepara l’ospite all’esperienza complessiva.

Vini, olio e prodotti eroici: l’ospitalità che racconta la fatica

La carta dei vini completa il racconto territoriale. Etichette come Vermentino e Pigato dovrebbero caratterizzare le liste degli aperitivi per offrire la sapidità marina tipica della regione.

Presentare vini di vigne terrazzate o eroiche significa valorizzare la storia dei coltivatori. Questo approccio trasforma ogni calice in un racconto di resistenza e cura, con ricadute tangibili sull’immagine dell’ospitalità.

I dati real-world evidenziano una maggiore attenzione dei consumatori verso prodotti locali e sostenibili. Dal punto di vista del cliente-paziente, la narrazione sensoriale migliora la percezione del servizio e la soddisfazione complessiva.

Dal punto di vista del cliente-paziente, la narrazione sensoriale migliora la percezione del servizio e la soddisfazione complessiva. In continuità con questa direttrice, anche l’olio extra vergine assume un ruolo centrale nelle esperienze locali. Degustazioni guidate valorizzano l’olio Dop Riviera Ligure nel suo stato di massima freschezza. Contestualmente, preparazioni da street food reinterpretano ricette tradizionali come il Brandacujun in chiave moderna, favorendo abbinamenti con prodotti tipici e tecniche di cottura contemporanee.

Hospitality diffusa e sinergie locali

La strategia supera i confini degli alberghi storici per includere botteghe, panifici, pasticcerie e produttori. Si configura così un modello di ospitalità diffusa che integra percorsi di degustazione, laboratori e incontri con gli artigiani. L’approccio mira a far vivere la città come un ecosistema di sapori e mestieri, offrendo ai visitatori esperienze contestuali e legate alle radici del territorio. I soggetti coinvolti puntano a consolidare circuiti permanenti e partnership commerciali per sostenere la filiera e attrarre flussi turistici qualificati.

La settimana enogastronomica: format e partecipazione

I soggetti coinvolti puntano a consolidare circuiti permanenti e partnership commerciali per sostenere la filiera e attrarre flussi turistici qualificati. La Settimana Enogastronomica del Festival, promossa dal Gruppo Editoriale More News in collaborazione con CNA Imperia, ribadisce la sua funzione comunicativa e turistica. Il progetto chiede ai ristoratori di proporre nei giorni della kermesse i piatti ufficiali selezionati, trasformando i locali aderenti in veri e propri palcoscenici del gusto. L’adesione è gratuita; i ristoranti ricevono linee guida, ricette ufficiali e materiali di supporto per identificarsi nel circuito.

Per l’edizione 2026 sono già in carta tre proposte firmate da chef riconosciuti: il Risotto Sanremo con gambero rosso e fiori di nasturzio di Enrico Delfringer, il Maiale arrostito al latte N°551 aromatizzato alla lavanda di Matteo Milandri e il dolce “Nel giardino dei fiori di Sanremo” di Paolo Griffa. Il piatto del 2026 verrà presentato in una cena esclusiva lunedì 23 febbraio come anteprima dell’evento.

Dopo la cena anteprima del 23 febbraio, l’approccio integra musica e ristorazione in un’unica narrazione turistica rivolta a visitatori e operatori locali.

L’obiettivo è valorizzare le eccellenze locali e trasformare l’attenzione internazionale in un’ immagine duratura della città, con ricadute economiche per la filiera.