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Corte blocca l’esclusione della Cnn dal viaggio di Trump

Corte blocca l’esclusione della Cnn dal viaggio di Trump

La Casa Bianca ha tolto la Cnn dal gruppo stampa per la visita di Trump, ma il giudice Kelly ha ordinato il ritorno dei giornalisti per due settimane.

La Casa Bianca ha deciso di non includere la Cnn nel press pool previsto per il viaggio odierno del presidente donald trump. L’operazione prevede una tappa presso lo stabilimento di autocarri di Denton, in Texas, seguita da un discorso a Durant, nell’Oklahoma. La scelta è avvenuta nonostante la Cnn fosse stata selezionata nella rotazione dei media comunicata dalla Casa Bianca la domenica precedente.

Nel frattempo, un giudice federale ha temporaneamente annullato la decisione dell’amministrazione, ordinando che le testate Cnn MsNow e Politico possano nuovamente accedere alla Casa Bianca per un periodo di 14 giorni. Il provvedimento, firmato dal giudice Timothy Kelly nasce da un ricorso presentato dalle tre organizzazioni, che hanno denunciato una evidente violazione del primo emendamento e del diritto al giusto processo.

Il viaggio di Trump a Denton e Durant senza la Cnn

Durante la tappa di Denton, Trump ha ispezionato la produzione di autocarri, mentre a Durant ha tenuto un discorso focalizzato sulle politiche economiche della sua amministrazione. La Cnn doveva essere presente per coprire in diretta l’intero itinerario, ma è stata esclusa dall’elenco dei giornalisti autorizzati.

L’amministrazione ha giustificato la mossa citando la diffusione di “fake news” da parte del canale, una motivazione che ha suscitato critiche da parte di osservatori e difensori della libertà di stampa.

Il responsabile legale della Cnn, Theodore Boutrous, ha definito la decisione “una palese violazione di primo emendamento e del giusto processo”, sostenendo che la rimozione minacciasse il principio fondamentale di una stampa libera e indipendente. La sua affermazione ha riecheggiato in diverse dichiarazioni pubbliche, alimentando un acceso dibattito sul ruolo dei media nella copertura degli eventi governativi.

Il provvedimento del giudice Timothy Kelly

Il giudice Timothy Kelly ha ritenuto che le testate avessero dimostrato una probabilità concreta di successo nella causa, evidenziando il pericolo di un danno irreparabile se la restrizione fosse rimasta in vigore. Nel suo ordine, ha rimarcato che l’amministrazione non aveva rispettato le garanzie procedurali previste prima di revocare i pass ai giornalisti, sollevando dubbi sulla legittimità della decisione presidenziale.

Il dibattito sul privilegio di accesso alla Casa Bianca

Il dipartimento di Giustizia, rappresentato dall’avvocato Michael Velchik, ha difeso la posizione del presidente, affermando che “l’accesso alla Casa Bianca è un privilegio, non un diritto”. Questa argomentazione ha acceso ulteriori discussioni sulla natura dell’accesso ai luoghi governativi: se debba essere considerato un diritto costituzionale o una concessione discrezionale del potere esecutivo.

Al momento, l’amministrazione Trump non ha rilasciato commenti ufficiali sulla sentenza. Nel frattempo, la decisione di Kelly resterà in vigore per quattordici giorni, periodo durante il quale i giornalisti di Cnn, MsNow e Politico potranno partecipare nuovamente alle attività di stampa programmate dalla Casa Bianca, mantenendo viva la questione sulla libertà di stampa negli Stati Uniti.

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