Bufera politica a Reggio Emilia dopo le parole pronunciate dal consigliere comunale del Partito democratico Antonio Casella durante una seduta del Consiglio comunale. Al centro della polemica un riferimento allo storico leader della Lega Nord Umberto Bossi, morto nel marzo 2026, che ha provocato la dura reazione degli esponenti del Carroccio e la richiesta di dimissioni del consigliere dem.
Casella ha successivamente chiarito la sua posizione.
Le parole di Antonio Casella su Umberto Bossi scatenano la polemica
È scontro politico a Reggio Emilia dopo le dichiarazioni pronunciate dal consigliere comunale del Partito democratico Antonio Casella durante l’ultima seduta del Consiglio comunale. Nel corso del dibattito, rispondendo al consigliere di Fratelli d’Italia Cristian Paglialonga, Casella ha fatto riferimento allo storico leader della Lega Nord Umberto Bossi, morto nel marzo 2026, affermando: “Per fortuna l’ideatore di questa cosa qua pochi mesi fa il nostro Signore l’ha chiamato”.
La frase è arrivata durante una discussione sul tema del tetto agli studenti stranieri nelle classi proposto dal governo.
Le dichiarazioni hanno provocato una dura reazione da parte degli esponenti della Lega, che hanno chiesto le dimissioni di Casella e una presa di posizione da parte del Pd. La deputata leghista Laura Cavandoli ha dichiarato: “La politica può essere aspra e il dissenso totale, ma la morte di una persona non può diventare una battuta da utilizzare contro un avversario politico”, criticando inoltre il silenzio del Partito democratico.
Il segretario regionale della Lega Emilia Matteo Rancan e la senatrice Lucia Borgonzoni hanno definito le parole “semplicemente inaccettabile, irripetibile e non degno di un luogo istituzionale”, domandando: “Davvero si rallegra per la morte di un avversario politico?”.
Anche la senatrice emiliana Elena Murelli ha parlato di dichiarazioni “aberranti e inaccettabili”, mentre il capogruppo della Lega Alessandro Rinaldi ha sostenuto che Casella non avrebbe dimostrato il rispetto necessario per il ruolo ricoperto. Dalla Lega Romagna è intervenuto anche il deputato Jacopo Morrone, secondo cui “il fair play politico di fronte alla morte di un avversario imporrebbe un limite umano invalicabile”.
Casella replica alle accuse: “Stavamo parlando del pensiero che Bossi ha esposto per 30 anni”
Al centro delle polemiche, Casella ha successivamente fornito la propria versione dei fatti, spiegando alla Gazzetta di Reggio che il riferimento non sarebbe stato alla persona di Bossi in quanto tale, ma alle idee sostenute dallo storico leader leghista nel corso della sua attività politica. “Stavamo parlando del pensiero che Bossi ha esposto per 30 anni. Rinaldi ha detto che quella Lega non esiste più, quindi non capisco perché avanzi queste richieste. Il mio intervento era riferito al pensiero di Bossi e lui difende Bossi”, ha dichiarato il consigliere. Casella ha inoltre richiamato il precedente intervento di Paglialonga, affermando: “Ha passato dieci minuti a dire che il Pd è razzista…”. Rispetto invece all’utilizzo del termine “feccia” riferito al centrodestra, ha precisato: “Non volevo offendere nessuno che voti a destra”. La vicenda resta così al centro del confronto politico nel Consiglio comunale di Reggio Emilia, con la Lega che continua a chiedere una presa di posizione nei confronti del consigliere dem.
