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Cittadinanza italiana negata, secondo test fallito a Cadoneghe: Salvini sostiene Schiesaro

Cittadinanza italiana negata, secondo test fallito a Cadoneghe: Salvini sostiene Schiesaro

Secondo test di italiano per la donna marocchina di 63 anni a Cadoneghe: il nuovo accertamento conferma le difficoltà linguistiche e ora la pratica torna alla Prefettura di Padova.

Una nuova verifica riaccende il caso della cittadinanza negata a Cadoneghe. La donna marocchina di 63 anni, in Italia da 15 anni, è tornata in municipio per sostenere un secondo test di italiano dopo la sospensione del giuramento. L’esito, secondo il Comune, avrebbe confermato le difficoltà linguistiche già emerse.

Cittadinanza negata a Cadoneghe: la donna marocchina fallisce anche il secondo test

La donna marocchina di 63 anni è tornata negli uffici del Comune di Cadoneghe per sottoporsi a una seconda verifica della conoscenza dell’italiano, dopo lo stop al giuramento per la cittadinanza. Il nuovo accertamento, disposto dal Ministero dell’Interno, non avrebbe modificato il quadro emerso durante la prima cerimonia: secondo quanto riferito dai tecnici comunali al sindaco Marco Schiesaro, la 63enne avrebbe nuovamente mostrato difficoltà nel comprendere e comunicare autonomamente in italiano.

La donna era accompagnata da una persona in grado di parlare sia italiano sia arabo. «Domani scriveremo alla prefettura che abbiamo fatto quello che doveva fare», ha dichiarato Schiesaro. A questo punto sarà la Prefettura di Padova a contattarla per verificare il possesso della certificazione linguistica B1; in assenza del documento, il sindaco ha affermato che «dovrà andare a scuola di italiano, o non avrà la cittadinanza».

Il caso era nato alcuni giorni fa, quando Schiesaro aveva interrotto la cerimonia di giuramento dopo aver verificato, secondo la sua ricostruzione, che la donna non riusciva a comunicare in italiano senza assistenza. Il sindaco ha raccontato di averle rivolto alcune domande, tra cui «come stai?», ricevendo come risposta «Riad». La donna avrebbe inoltre memorizzato la formula del giuramento, ma si sarebbe poi bloccata durante la lettura.

Salvini difende il sindaco a Cadoneghe: “Ha fatto rispettare la legge”

La vicenda ha assunto anche una dimensione politica. Il 30 settembre Matteo Salvini si è recato a Cadoneghe per incontrare Schiesaro e manifestargli il proprio sostegno. «Mi stupisce che in questi giorni si sia parlato di razzismo quando il sindaco ha fatto solo rispettare la legge. È giusto che chi chiede la cittadinanza parli l’italiano», ha dichiarato il vicepremier. Salvini ha inoltre sostenuto che la conoscenza della lingua debba essere verificata con attenzione nelle procedure per ottenere la cittadinanza.

Anche il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva espresso sostegno alla verifica, ricordando che per la cittadinanza è previsto il requisito di un’adeguata conoscenza della lingua italiana. Nel frattempo, il caso ha alimentato un confronto politico più ampio sul tema dell’integrazione e dei requisiti per l’acquisizione della cittadinanza.

Schiesaro ha continuato a difendere la propria decisione, spiegando che il giuramento, a suo avviso, non rappresenta soltanto un passaggio formale. «Il giuramento è un momento sostanziale, non burocratico», ha affermato il sindaco, sottolineando che gli effetti della cittadinanza decorrono dal giorno successivo alla cerimonia. La pratica passa ora nuovamente alla Prefettura di Padova, chiamata a valutare la documentazione e il requisito linguistico della donna.

 

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