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Premier Meloni scrive a von der Leyen per chiedere flessibilità

Premier Meloni scrive a von der Leyen per chiedere flessibilità

Meloni sollecita l’UE a concedere più libertà per fronteggiare la crisi energetica

Il 30 settembre a Roma la presidente del Consiglio ha condiviso, in videocollegamento durante l’incontro annuale “Oltre le Radici”, una nuova iniziativa volta a mitigare gli effetti dell’attuale ondata inflazionistica legata al rincaro dell’energia.

Secondo le sue parole, il tetto di inflazione e il livello di deficit previsto dalla normativa europea devono tenere conto dell’aumento dei prezzi energetici che sta gravando su famiglie e imprese.

Meloni invia una lettera a von der Leyen per richiedere più margini di flessibilità

La premier ha dichiarato di aver predisposto una missiva indirizzata alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen con l’obiettivo di inserire il tema nella prossima riunione del Consiglio Ecofin e, successivamente, nell’agenda del Consiglio UE.

La richiesta principale consiste nell’ottenere una maggiore libertà di manovra per gli Stati membri, consentendo loro di adeguare i parametri fiscali alle pressioni inflazionistiche senza violare le regole di bilancio dell’UE.

Obiettivo della proposta per il prossimo Ecofin

Nel documento, la premier sottolinea che altri paesi dell’Unione stanno già avanzando richieste analoghe, creando così un consenso crescente sulla necessità di una revisione temporanea delle soglie di inflazione e dei limiti di deficit.

Il principio che guida la proposta è garantire che la politica fiscale nazionale possa sostenere famiglie e imprese senza incorrere in sanzioni europee.

Inflazione energetica: il contesto europeo e le ripercussioni in Italia

Il rincaro dell’energia, definito da molti osservatori come la principale causa dell’attuale inflazione ha spinto governi di tutta l’Unione a rivedere le proprie previsioni di spesa. In Italia, l’aumento dei prezzi dell’elettricità e del gas si traduce in un onere aggiuntivo per i consumatori domestici e per le imprese, molti dei quali rischiano di vedere eroso il proprio potere d’acquisto.

Conseguenze per famiglie e imprese italiane

Secondo le stime ufficiali, l’impennata dei costi energetici sta comprimendo il bilancio delle famiglie, soprattutto quelle a basso reddito, e al contempo erodendo i margini di profitto delle piccole e medie imprese. Una maggiore flessibilità nei parametri fiscali consentirebbe al governo di introdurre misure di sostegno più mirate, come sgravi fiscali temporanei o trasferimenti diretti di risorse, per attenuare l’impatto negativo.

Il percorso verso la nuova legge di bilancio italiana

Meloni ha ricordato che il lavoro per definire le misure che comporranno la legge di bilancio è all’inizio e richiederà tempo. Ha ribadito che la strategia governativa si concentra su quattro pilastri: tutela dei salari e del potere d’acquisto, sostegno alle imprese, protezione della famiglia e incentivi alla natalità e alla salute. Questi obiettivi rimangono invariati, ma ora saranno integrati da strumenti di flessibilità europea che, spera, saranno discussi nelle prossime settimane.

La premier ha concluso ribadendo il suo impegno a perseguire il mandato conferitole dagli elettori, sottolineando che il futuro politico dipende dalla fiducia dei cittadini e dal successo delle misure proposte.

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