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Covid, Ciccozzi: preoccupa assenza politica a settembre

Roma, 10 ago. (askanews) – “Un grosso problema in autunno potrebbe essere quello di non avere una struttura politica che possa decidere quando e come fare un vaccino, quali le categorie a rischio, come andare a scuola (con mascherina o senza?)”. È la principale preoccupazione del professor Massimo Ciccozzi, direttore dell’Unità epidemiologica all’Università Campus Biomedico di Roma. “Andando a votare il 25 settembre – afferma ad askanews – mancherà un riferimento decisionale.

Io lo vedo un grosso problema per l’autunno”.

Per quanto riguarda l’arrivo, in autunno, del nuovo vaccino contro le varianti di Omicron, di Pfizer/BioNTech, per Ciccozzi si tratta di “un’ottima notizia. Sapevo della review graduale del bivalente di Moderna tarato sul vecchio ceppo originale di Sars-Cav 2 e di Omicron 1. Adesso Pzifer propone per ottobre il bivalente Omicron 4 e Omicron 5. Era quello che ci aspettavamo tutti: il vaccino più utile, perché sappiamo che Omicron 5 è la variante prevalente.

È una grande notizia”.

“Questo è un vero e proprio richiamo annuale – spiega Ciccozzi -. Dovremo abituarci a convivere con questo virus, e come si fa con l’antifluenzale si dovrà fare il richiamo una volta all’anno. Le prime saranno le categorie a rischio: sanitari, personale fragili, persone che vivono nelle Rsa”.

Un vaccino fortemente consigliato, per l’esperto. Ma non obbligatorio. “Vediamo anche dai dati di settembre, poi si deciderà come procedere. L’obbligatorietà vaccinale non credo possa esser presa in considerazione. Se proprio ci deve essere una obbligatorietà ci potrà essere per chi lavora nel campo sanitario”.

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