Crans Montana, il rogo del locale “Le Constellation” ha trasformato la notte di Capodanno in una tragedia. Tra le vittime italiane c’è Emanuele Galeppini, il cui corpo è stato trovato intatto, senza segni di ustioni. Il dettaglio inquietante, scoperto nelle sue tasche, ha sollevato dubbi sulla dinamica della morte e rende ancora più cruciali le autopsie disposte dalla Procura di Roma per chiarire le cause del decesso e fornire elementi utili alle indagini svizzere.
Crans-Montana, coordinamento unico per le autopsie delle vittime italiane
Sarà un solo team di medici legali a occuparsi delle autopsie dei giovani italiani deceduti nella strage del rogo del locale “Le Constellation” a Crans-Montana, durante la notte di Capodanno. La decisione, presa dalla Procura di Roma, ha l’obiettivo di garantire uniformità nelle perizie. Una richiesta avanzata dalle famiglie delle vittime per avere un quadro tecnico coerente che possa supportare le indagini in Svizzera.
Come riportato da Rai News, le date degli esami rimangono quelle fissate inizialmente: il 19 gennaio per la Tac e il 20 per l’autopsia vera e propria, che sarà condotta dal professor Antonio Oliva del Policlinico Gemelli di Roma.
Crans-Montana, il dettaglio choc: cosa aveva in tasca Emanuele?
Tra le salme da esaminare c’è quella di Emanuele Galeppini, sedicenne genovese e promessa del golf. L’avvocato della famiglia in diverse interviste, come riportato da Repubblica, ha sottolineato le anomalie riscontrate al momento del ritrovamento: “Perché sul corpo non mostrava alcun segno di ustione, era perfettamente integro. Non sono bruciati neppure il telefono cellulare e il portafoglio che aveva in tasca” e “non sappiamo se il corpo è stato trovato dentro il locale, se era fuori, se è morto per il gas”.