E’ di 47 morti e 112 feriti il drammatico bilancio dell’esplosione la notte di Capodanno all’interno del locale Le Constellation a Crans-Montana. Ma, cosa ha innescato al deflagrazione? Cosa non ha funzionato?
Strage di Crans-Montana, il giorno dopo: cosa ha innescato l’esplosione?
Crans-Montana, nota località sciistica in Svizzera, è avvolta dal silenzio e dal dolore, dopo la tragedia avvenuta la notte di Capodanno che ha causato 47 morti e 112 feriti, di cui 5 in gravissime condizioni.
6 attualmente gli italiani dispersi, 13 quelli ricoverati. Tante le domande e le notizie che stanno circolando sui social e sui vari media, su cosa possa aver provocato l’esplosione all’interno del locale Le Contellation. Innanzitutto è bene sottolineare che le cause sono ancora al vaglio degli inquirenti, quindi ancora cosa abbia innescato con certezza l’esplosione non si sa. Come leggiamo sul Corriere della Sera, il comandante della polizia cantonale vallese, Frederic Gisler, ha riferito che si è trattato di un incidente, non è stato doloso. Inoltre ha precisato che prima c’è stato l’incendio e poi l’esplosione e non viceversa come si era detto. Secondo le prime ipotesi, ripetiamo ancora al vaglio degli inquirenti, la scintilla sarebbe partita da una fontana pirotecnica inserita in una bottiglia di champagne. Da una foto che sta circolando in rete, la bottiglia in questione sarebbe stata tenuta da una ragazza che era sulle spalle di un ragazzo.
Strage di Crans-Montana, il giorno dopo: cosa non ha funzionato
Come detto le cause dell’esplosione a Crans-Montana sono ancora al vaglio degli inquirenti, ma si ipotizza che la scintilla possa essere partita da una fontana pirotecnica inserita in una bottiglia di champagne, bottiglia tenuta in alto da una ragazza sulle spalle di un ragazzo. Il soffitto, in legno e molto basso, ha preso fuoco velocemente e in pochi secondi si è scatenato l’inferno. Ripetiamo, si parla di un incidente ma l’ipotesi di gravi negligenze è al centro dell’inchiesta. Sotto accusa i dispositivi antincendio e la mancanza di un’uscita di emergenza nel seminterrato del locale con, come l’unica via di uscita, una scala angusta.